Furto e truffa

Arrestati due truffatori spacciatisi per Carabinieri grazie a una ragazza

Una quindicenne ha aiutato a smascherare due falsi carabinieri che avevano truffato un anziano.

Arrestati due truffatori spacciatisi per Carabinieri grazie a una ragazza

Una quindicenne ha giocato un ruolo cruciale nell’arresto di due truffatori che si spacciavano per Carabinieri. I due, un uomo e una donna originari della Campania, erano riusciti a raggirare un 88enne di Roma, residente in Umbria, facendosi consegnare un anello in oro.

La truffa ai danni dell’anziano

I due falsi carabinieri si sono presentati dall’anziano sostenendo che il figlio, a bordo della sua auto, aveva investito una donna incinta, la quale aveva perso il nascituro a causa dell’incidente. Hanno quindi affermato che l’uomo era stato arrestato e che sarebbe potuto uscire dal carcere solo pagando una cauzione in denaro o gioielli.

Inizialmente, l’anziano ha creduto alle loro parole e ha preparato un fagotto con i suoi monili in oro. Tuttavia, al momento della consegna, si è insospettito e ha tentato di riprendersi gli oggetti, lasciando però un anello di particolare pregio ai due truffatori.

Intervento della Polizia e arresto

Il nipote della vittima, udite le urla del nonno, è intervenuto scattando una foto con il proprio smartphone all’auto utilizzata dai truffatori per fuggire. Dopo essere stato allertato, il Carabinieri di Città di Castello hanno avviato le ricerche del veicolo, coinvolgendo anche le Compagnie limitrofe, tra cui quella di Sansepolcro.

La fuga dei truffatori è stata interrotta da un posto di controllo dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sansepolcro, che hanno intercettato l’auto segnalata. Durante la perquisizione, sono stati rinvenuti gli oggetti rubati dall’anziano.

I due arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Perugia, a disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo aretino, che sta conducendo ulteriori indagini per verificare se i due abbiano commesso altri reati in giro per l’Italia. Si ricorda che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un eventuale accertamento di colpevolezza.