Ricordo storico

L’anniversario della liberazione nel segno della memoria

Il primo cittadino deporrà fiori in cinque luoghi legati alle vittime delle persecuzioni naziste

L’anniversario della liberazione nel segno della memoria

Pieve Santo Stefano ricorda oggi l’82esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, una ricorrenza che riporta alla luce le devastazioni subite dal paese durante il passaggio del fronte. Il 23 agosto 1944 il territorio si presentava profondamente segnato dalla guerra: le truppe tedesche avevano imposto lo sfollamento della popolazione, svuotato le abitazioni e ridotto gran parte del centro abitato a un cumulo di macerie.

La distruzione del paese

La situazione di quei giorni fu drammatica. Pieve Santo Stefano venne quasi completamente rasa al suolo e, nel centro abitato, rimasero in piedi soltanto tre edifici simbolo: la chiesa della Collegiata, il Palazzo Pretorio, oggi sede del Comune e del teatro, e l’Arco di Tasano, lungo l’asse viario principale. Il bilancio umano superò i 100 morti civili, mentre le conseguenze sul patrimonio edilizio e sulle attività produttive furono gravissime.

Su 324 edifici presenti prima del passaggio del fronte, le autorità municipali registrarono 272 distruzioni complete, 29 fabbricati gravemente danneggiati e altre quattro distruzioni riguardanti stabilimenti industriali e magazzini. Nelle frazioni e nel resto del territorio comunale furono rase al suolo 96 case coloniche, mentre 109 riportarono danni gravi. Anche i collegamenti furono compromessi: 39 ponti vennero fatti saltare in aria.

Le perdite per agricoltura e allevamento

La guerra ebbe effetti pesanti anche sull’economia rurale. Secondo le stime dell’epoca, andarono perduti l’80% del raccolto di grano, il 95% delle patate e il 98% del granturco. Le razzie tedesche colpirono inoltre il patrimonio zootecnico, con la perdita del 78% dei bovini, dell’85% degli ovini, del 97% dei suini e del 95% degli equini.

Per le sofferenze patite dalla popolazione e per la distruzione del territorio, il Comune è stato insignito della croce di guerra al Valor Militare. La ricostruzione della vicenda passa anche attraverso la documentazione conservata nell’Archivio Diaristico Nazionale, che raccoglie testimonianze scritte e fotografiche legate alla storia locale e ai giorni del conflitto.

Nel programma della giornata, il sindaco Claudio Marcelli ha previsto una visita a cinque siti ritenuti simbolici, dove deporrà un mazzo di fiori in omaggio alle persone vittime delle persecuzioni naziste. Le tappe indicate sono via Canonico Coupers, le Caldanelle, Casa Antonelli, Calcina e Terranieri. La cerimonia intende mantenere vivo il legame tra la comunità e una pagina della sua storia segnata dalla distruzione, dalle perdite umane e dalla successiva rinascita.