Il Gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese torna a chiedere al Comune di Castiglion Fiorentino regole più stringenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici sui terreni agricoli. La richiesta nasce dalla preoccupazione, riferita dal gruppo di opposizione, per il proliferare di progetti che potrebbero incidere sulla vocazione agricola e turistica della Valdichiana.
Secondo Rinascimento Castiglionese, il tema non riguarda un rifiuto delle energie rinnovabili, ma le modalità con cui la produzione energetica viene organizzata. La posizione sostenuta dal gruppo è che debbano essere privilegiate innanzitutto aree degradate, tetti e pensiline, mentre sui terreni agricoli dovrebbero trovare spazio soltanto impianti di dimensioni contenute, destinati alle esigenze delle aziende e all’autoconsumo.
Il confronto con altre amministrazioni
Nel documento diffuso, il gruppo cita la recente iniziativa del Comune di Castiglione della Pescaia, che avrebbe approvato una delibera fondata sulla priorità per le superfici già compromesse e per i piccoli impianti aziendali. Rinascimento Castiglionese sostiene di avere presentato proposte analoghe in Consiglio comunale, senza che l’attuale maggioranza le accogliesse, e chiede quindi di spiegare la differenza tra i due approcci amministrativi.
Il nodo indicato dall’opposizione è il rapporto tra produzione di energia e ricadute per la comunità. La priorità, si legge nel documento, dovrebbe essere lo sviluppo dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, così da garantire benefici concreti a cittadini, famiglie e imprese locali. Castiglion Fiorentino fa parte di una comunità energetica, ma il gruppo consiliare giudica finora limitati i risultati ottenuti.
I criteri richiesti per i nuovi impianti
Rinascimento Castiglionese teme che, in assenza di criteri chiari, possa prevalere la speculazione e chiede di verificare quanto le aziende proponenti siano effettivamente legate al territorio. Nel mirino anche la differenza tra i vincoli burocratici imposti ai cittadini per ampliare le abitazioni e la possibilità di autorizzare impianti estesi per decine di ettari, con possibili conseguenze durature sul paesaggio.
Tra le richieste avanzate figurano il contenimento delle dimensioni degli impianti, la definizione di criteri a protezione della vocazione turistica e la garanzia che, nell’agrivoltaico, l’azienda agricola sia protagonista reale della gestione e dell’impianto, non soltanto proprietaria del terreno concesso a terzi. Il gruppo sostiene che il paesaggio rappresenti anche una risorsa economica, collegata all’agricoltura, al turismo e alla qualità della vita.
La conclusione dell’appello è rivolta all’amministrazione comunale, chiamata a scegliere dove, come e nell’interesse di chi realizzare le nuove infrastrutture energetiche. Per il gruppo, il fatto che un intervento sia consentito dalle norme non significa che debba essere realizzato ovunque. Da qui la richiesta di intervenire rapidamente, prima che eventuali trasformazioni rendano più difficile tutelare il territorio.