Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha partecipato all’assemblea annuale di Confindustria Toscana Sud, ospitata al teatro Verdi di Monte San Savino. Al centro dell’incontro, dedicato alla difesa dell’industria e al ruolo della produzione nella crescita dei territori, ci sono state le difficoltà della manifattura e le trasformazioni che stanno modificando l’economia mondiale.
Il sistema produttivo aretino ha sottoposto al ministro le principali criticità del momento, chiedendo strumenti per mantenere la competitività. Tra i temi affrontati c’è stata la situazione del comparto orafo, uno dei pilastri dell’economia provinciale e attualmente sottoposto a una forte pressione. Urso ha collegato la questione al tavolo della moda istituito dal governo e ha indicato negli ammortizzatori sociali uno degli strumenti per accompagnare le imprese nella fase di difficoltà.
Energia e concorrenza internazionale
Il tema occupazionale si inserisce in una questione più ampia, che riguarda la capacità della manifattura italiana di competere in un mercato caratterizzato da costi, regole e condizioni produttive differenti. Energia e materie prime sono state indicate come elementi centrali, insieme alla necessità di contrastare forme di concorrenza che non applicano gli stessi standard richiesti alle imprese europee.
Nel corso dell’assemblea, il ministro ha richiamato anche le nuove misure europee contro l’ultra fast fashion, entrate in vigore dal primo luglio. Il riferimento è al fenomeno dei milioni di pacchi spediti direttamente ai consumatori. Secondo Urso, la competizione non può essere valutata soltanto sulla base del prezzo, ma deve considerare anche gli standard ambientali e di sicurezza dei prodotti.
La politica industriale, ha spiegato il ministro, deve intervenire sulle condizioni complessive nelle quali le aziende sono chiamate a operare. Tra le direttrici indicate figurano competitività, energia e semplificazione. Il governo punta inoltre a estendere alle aree del Centro-Nord le procedure accelerate della Zes unica e annuncia, con il prossimo decreto Imprese, un nuovo intervento di semplificazione.
Robotica e materie prime critiche
La strategia non dovrebbe limitarsi alla gestione delle crisi, ma guardare alle tecnologie destinate a incidere sulla produzione dei prossimi anni. L’Italia si è candidata a ospitare una delle Giga Factory europee dedicate all’intelligenza artificiale e punta a ottenere il primo sito europeo di stoccaggio delle materie prime critiche. Le due iniziative sono legate alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla costruzione di nuove filiere industriali.
Un altro capitolo riguarda la robotica. Nel decreto Imprese e nella prossima legge di bilancio, secondo quanto riferito da Urso, il governo intende creare le condizioni per trasformare l’Italia in un polo della robotica innovativa, degli androidi e, in prospettiva, degli umanoidi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo del Paese nelle nuove produzioni industriali europee e occidentali.