Michele Menchetti, ex consigliere comunale di Arezzo, ha indirizzato una lettera aperta al sindaco Marcello Comanducci per contestare le scelte adottate nei primi mesi della nuova amministrazione. Menchetti precisa di non aver votato per l’attuale primo cittadino, ma gli riconosce correttezza personale e gli chiede di rispettare gli impegni assunti durante la campagna elettorale.
Il riferimento principale è alla promessa di lavorare ogni giorno per rendere Arezzo un posto migliore e a quella di non deludere gli elettori. Secondo Menchetti, tuttavia, a oltre tre mesi dall’insediamento la macchina comunale sarebbe rimasta sostanzialmente invariata rispetto alla precedente amministrazione guidata da Alessandro Ghinelli. L’ex consigliere sostiene che siano rimasti negli stessi incarichi i dirigenti, il segretario generale e le posizioni organizzative.
La contestazione sulla continuità amministrativa
Nella lettera viene richiamato il decreto firmato dal sindaco il 9 giugno 2026, all’indomani dell’elezione, con cui sarebbe stata disposta la proroga degli incarichi dirigenziali, compresi quelli del segretario generale e del vice segretario. Menchetti ricorda inoltre che tale proroga è indicata come in scadenza l’8 ottobre e domanda se questa scelta sia compatibile con la discontinuità annunciata in campagna elettorale.
La critica riguarda anche alcuni problemi ancora aperti in città. Menchetti cita i cantieri di via Fiorentina e via Buonconte da Montefeltro, i lavori in piazza Saione, la situazione di via Filzi e gli interventi allo stadio comunale. Nell’elenco figurano inoltre le difficoltà legate al parcheggio per gli utenti della piscina, la questione dell’archivio comunale e quella dell’Orto creativo. Secondo l’ex consigliere, si tratta di questioni che continuano a pesare sulla vita quotidiana degli aretini.
Servizi, sicurezza e personale comunale
Menchetti accusa poi l’amministrazione di essersi concentrata, nei mesi estivi, su appuntamenti pubblici e iniziative come la cena in piazza Grande, la Giostra del Saracino e la programmazione della Città del Natale. Richiamando la consultazione dell’albo pretorio, afferma di aver individuato soprattutto patrocini e atti di citazione promossi davanti al Tribunale di Arezzo, al Tar della Toscana, al Consiglio di Stato e alla Corte di Cassazione.
Nella lettera vengono segnalate anche condizioni ritenute insoddisfacenti per il verde pubblico, la pulizia urbana, la raccolta dei rifiuti accanto ai cassonetti, la manutenzione delle strade e la percezione di sicurezza. Un passaggio è dedicato alla protesta della polizia municipale in occasione della Giostra del Saracino di settembre, con personale riunito in assemblea o in sciopero. Per garantire i servizi, sostiene Menchetti, il Comune avrebbe fatto ricorso a una ditta privata e ad associazioni di carabinieri in pensione.
L’ex consigliere collega la mobilitazione alle richieste del personale, tra cui nuove divise, strumenti per la sicurezza e maggiore formazione professionale. A suo giudizio, il mancato accordo con i sindacati potrebbe aver comportato costi per il bilancio comunale. Menchetti sostiene infine che anche i dipendenti del Comune attendano una riorganizzazione non ancora arrivata.
La lettera si conclude con un invito al sindaco a chiarire le linee di mandato, gli obiettivi per Arezzo e le linee programmatiche dell’amministrazione. Menchetti afferma di augurarsi che l’attuale fase rappresenti soltanto il periodo iniziale dell’esperienza di Comanducci e chiede un cambio di rotta, sostenendo che la nuova giunta debba dimostrare di non voler proseguire sulla stessa linea di quella precedente.