Oltre 60 automobili storiche hanno partecipato all’edizione 2026 di Ruote nella Storia, l’iniziativa organizzata dall’Automobile Club Arezzo in collaborazione con ACI Storico. La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è partita da Sansepolcro e ha condotto gli equipaggi attraverso alcuni dei luoghi più significativi della Valtiberina e del Casentino.
Il tragitto ha incluso il passaggio dal Lago di Montedoglio, il transito sul Passo dello Spino e la visita al Santuario Francescano della Verna, prima dell’arrivo conclusivo a Caprese Michelangelo. La formula dell’appuntamento ha unito la passione per il motorismo storico alla conoscenza del paesaggio, della storia e dei luoghi culturali attraversati.
Dalla partenza alla Verna
La giornata è cominciata con l’accoglienza degli equipaggi e la partenza delle vetture da Sansepolcro, preceduta dall’esibizione dei Musici del Borgo. Il percorso è poi proseguito verso il territorio della Valtiberina, fino al Passo dello Spino, strada conosciuta dagli appassionati di automobilismo, e quindi verso la tappa culturale alla Verna.
Al santuario, i partecipanti hanno visitato il complesso francescano accompagnati da frate Matteo. La guida ha illustrato la storia di San Francesco e il significato spirituale del luogo, in un anno indicato come particolarmente importante per la ricorrenza degli 800 anni dalla morte del santo. La sosta ha rappresentato il momento dedicato alla dimensione culturale e spirituale dell’iniziativa.
Terminata la visita, il gruppo ha raggiunto Caprese Michelangelo, dove partecipanti, staff di ACI Storico e Automobile Club Arezzo hanno condiviso un pranzo in un ristorante del territorio. La giornata si è conclusa con la premiazione degli equipaggi, alla presenza di appassionati provenienti dall’area aretina e da altre zone.
Le vetture e la storia dell’automobile
Il parco partecipanti ha ripercorso oltre mezzo secolo di evoluzione automobilistica, dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila. Erano presenti sportive, Gran Turismo, berline e utilitarie, tra cui una Renault 4 CV del 1957 e una Mercedes 190 SL del 1961, modello cabriolet considerato la versione più compatta rispetto alla 300 SL Ali di gabbiano.
Non sono mancate le automobili legate alla storia dei rally: diverse Lancia Delta Integrale, Ford Sierra ed Escort Cosworth e una Fiat 131 Abarth. Tra le vetture più rappresentative figurava anche la Lancia Stratos, progettata specificamente per le competizioni su strada e dotata di un motore Ferrari a sei cilindri.
Secondo il presidente dell’Automobile Club Arezzo, Bernardo Mennini, l’iniziativa punta a valorizzare contemporaneamente l’ingegno automobilistico e il territorio, favorendo il movimento turistico e le attività locali legate all’accoglienza. La direttrice di ACI Arezzo, Silvia Capacci, ha definito positiva e partecipata la manifestazione, sottolineando il ruolo dell’associazione nella promozione degli eventi motoristici, della sicurezza stradale e della conoscenza del patrimonio provinciale.
L’edizione 2026 ha così riproposto un itinerario nel quale le automobili sono state il filo conduttore di un viaggio tra cultura, paesaggio e storia. La conclusione a Caprese Michelangelo ha completato un percorso che ha collegato più località dell’area aretina attraverso la passione per i veicoli d’epoca.