Assistenza sociale

Da Foiano due bambole reborn per la terapia della demenza

Il dono di un’artista entrerà nei percorsi dedicati a chi convive con forme avanzate della malattia.

Da Foiano due bambole reborn per la terapia della demenza

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, celebrata il 21 settembre, la Zona Distretto Valdichiana Aretina ha ricevuto due bambole reborn realizzate e donate da Eleonora Cortonicchi, artista di Foiano della Chiana. Gli oggetti, caratterizzati da sembianze estremamente realistiche di neonati, saranno utilizzati nell’assistenza alle persone con Alzheimer e altre forme di demenza.

Il dono si inserisce nella rete di servizi rivolta alle persone con disturbi cognitivi e alle loro famiglie. La demenza, infatti, coinvolge non solo chi riceve la diagnosi, ma anche i familiari e i caregiver, rendendo necessaria una collaborazione tra assistenza sanitaria, servizi sociali e strutture dedicate.

Un approccio non farmacologico

Nel percorso territoriale hanno un ruolo i Centri Diurni Alzheimer e le RSA, dove vengono proposte attività mirate al benessere, alla socializzazione e al mantenimento delle abilità cognitive, relazionali e funzionali. Il sostegno viene garantito fin dalle prime fasi attraverso il lavoro congiunto di medici di medicina generale, specialisti e servizi sociosanitari.

Alle iniziative già attive, tra cui il progetto Atelier e Caffè Alzheimer, si aggiungerà ora la Doll Therapy, un approccio non farmacologico destinato soprattutto alle persone con demenza nelle fasi più avanzate. L’utilizzo delle bambole sarà preceduto da una formazione specifica per gli operatori dei Centri Diurni Alzheimer e delle RSA aziendali, così da inserirlo in interventi strutturati e personalizzati.

Secondo Tiziana Ingegni, medico geriatra dell’UOC Geriatria dell’Ospedale San Donato e della Zona Distretto Valdichiana, in Toscana si stimano oltre 81 mila persone con demenza sopra i 65 anni, oltre a circa 1.500 persone tra i 35 e i 64 anni. L’Alzheimer è la forma più frequente. Nelle fasi iniziali e moderate, ha spiegato la geriatra, è importante sostenere la socializzazione e mantenere attive le capacità cognitive e relazionali; quando la malattia avanza possono comparire disturbi psicologici e comportamentali, per i quali gli interventi non farmacologici possono offrire un supporto.

L’esperienza dell’artista

La scelta di donare le bambole nasce da un’esperienza personale di Cortonicchi. Nel 2016 l’artista ne portò una a casa dei nonni. Il nonno, che viveva con una demenza accompagnata da disturbi comportamentali, reagì sorridendo e iniziando a rivolgere alla bambola attenzioni e gesti di cura. Anche la nonna, impegnata nell’assistenza, trovò in quei momenti un sollievo.

Quell’esperienza ha spinto Cortonicchi a formarsi e ad approfondire le modalità corrette di utilizzo della Doll Therapy. Le prime due bambole impiegate nel progetto sono quindi quelle realizzate personalmente dall’artista e messe a disposizione della Zona Distretto Valdichiana Aretina.

La Giornata mondiale dell’Alzheimer ha rappresentato anche un’occasione per sottolineare il lavoro degli operatori e la collaborazione con le realtà del territorio, tra cui Cooperativa K2B, Cooperativa Comars e AIMA. Per Roberto Francini, direttore della Zona Distretto, prendersi cura di una persona con demenza significa costruire intorno a lei e alla famiglia una rete capace di accompagnarla nelle diverse fasi della malattia. La terapia della bambola, ha osservato, si aggiunge alle esperienze già attive con l’obiettivo di rafforzare un modello centrato sulla relazione, sull’ascolto e sulla dimensione affettiva.