Sistema elettrico

Da Arezzo, Estra apre al nucleare insieme alle rinnovabili

Macrì indica accumuli, reti, fonti programmabili: obiettivo contenere dipendenza estera, costi

Da Arezzo, Estra apre al nucleare insieme alle rinnovabili

Il via libera del Parlamento all’energia nucleare riporta il tema al centro del dibattito sulla strategia energetica italiana. In questo scenario, Estra valuta anche gli sviluppi dei piccoli reattori modulari, gli Smr, senza modificare il piano di investimenti già previsto sulle fonti rinnovabili. La multiutility ha destinato a questo settore oltre 500 milioni di euro nel periodo 2025-2029.

Il presidente di Estra, Francesco Macrì, sostiene che il nucleare possa essere studiato come una possibile integrazione, nel lungo periodo, alle tecnologie già utilizzate. L’obiettivo indicato è garantire energia affidabile e accessibile a famiglie e imprese, riducendo la dipendenza dalle fonti esterne e l’esposizione alla volatilità dei prezzi.

Il rapporto tra fonti e costi

Secondo Macrì, sole e vento restano indispensabili ma hanno una produzione variabile. Per assicurare energia in ogni momento, ha spiegato, occorrono anche accumuli, reti e gestione intelligente della domanda, oltre a fonti programmabili. Il nucleare potrebbe rientrare in questa combinazione, contribuendo a diversificare il sistema e a mantenere una disponibilità continua di elettricità a basse emissioni.

Nel confronto con la Francia, il presidente di Estra ha richiamato i dati Arera relativi al 2025. Per le famiglie il prezzo medio finale dell’elettricità è stato di 35,12 centesimi al kilowattora in Italia, contro 25,46 in Francia. Per i clienti non domestici il rapporto è stato di 26,25 contro 17,36 centesimi al kilowattora. Macrì ha precisato che la differenza non può essere attribuita soltanto al nucleare, perché incidono anche i costi di sistema e le scelte tariffarie, ma ha indicato nella diversificazione una possibile risposta alla dipendenza dal gas.

Le condizioni per gli Smr

Gli small modular reactor, per la loro configurazione, potrebbero essere valutati vicino ai grandi poli industriali e di consumo. La tecnologia, però, non sarebbe applicabile senza una verifica dei siti idonei, autorizzazioni, sistemi di sicurezza, gestione dei rifiuti e collegamenti alla rete. La collocazione dei reattori, ha sottolineato Macrì, non potrebbe quindi avvenire in modo indistinto sul territorio.

Restano centrali anche la valutazione dei rischi e il controllo indipendente. Le tecnologie più recenti prevedono sistemi di sicurezza evoluti, ma la fiducia delle comunità, secondo il presidente della multiutility, può essere costruita soltanto affrontando con trasparenza le questioni relative alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti fin dalle prime fasi.

Estra potrebbe concentrarsi sull’analisi della domanda energetica dei territori, sul confronto con università, imprese e istituzioni e sullo studio delle tecnologie compatibili con il proprio ruolo. La società, ha concluso Macrì, dovrà valutare se gli Smr saranno in grado di offrire energia sicura a costi competitivi, mantenendo nel frattempo il percorso già avviato sugli investimenti nelle rinnovabili.