Ad Arezzo l’autunno si annuncia particolarmente oneroso per le famiglie alle prese con le utenze domestiche. Secondo le stime elaborate da Federconsumatori Toscana, la provincia registra una spesa quadrimestrale di circa 1.010 euro e un aumento del 37,4% rispetto al periodo precedente, risultando seconda nella graduatoria regionale dopo Lucca, ferma a 1.019 euro.
Il peso del riscaldamento
A incidere sul dato aretino è soprattutto l’elevato fabbisogno di gas per il riscaldamento nelle aree interne e montane. Il territorio si discosta di 73,70 euro a famiglia dalla media degli aumenti regionali, mentre in Toscana la spesa media della famiglia-tipo è stimata in 1.280,50 euro, con una crescita del 14,3% rispetto al 2025.
Dopo Lucca e Arezzo, nella classifica dei maggiori esborsi figurano Siena, con 998 euro, Pistoia con 995, Firenze con 954, Pisa con 911, Prato con 898, Massa-Carrara con 889, Grosseto con 883 e Livorno con 806 euro. Sul fronte delle singole componenti, l’energia elettrica registra un incremento medio annuo del 16,4%, con punte del 37,3% nell’ultimo trimestre per i mercati tutelati e vulnerabili. Per il gas naturale l’aumento medio indicato è del 18,8%.
L’allarme per le utenze fragili
Federconsumatori stima che l’incremento annuo possa raggiungere circa 236 euro, da sommare agli altri aumenti che incidono sui bilanci familiari. L’associazione richiama in particolare la condizione delle persone considerate vulnerabili, tra cui anziani, invalidi, disoccupati e cittadini collegati ad apparecchiature salvavita.
In Toscana le utenze vulnerabili sono stimate tra 350mila e 400mila, con una quota compresa tra il 65% e il 70% composta da ultrasettantacinquenni. A queste si aggiungono oltre 100mila famiglie in povertà energetica e circa 130mila nuclei che ricevono il bonus sociale legato all’Isee.
Secondo l’organizzazione, il costo dell’energia per le fasce fragili non dovrebbe essere legato al Pun e alle sue oscillazioni. Federconsumatori chiede una tariffa amministrata con finalità sociale, il disaccoppiamento tra i prezzi dell’elettricità e del gas e una maggiore rapidità negli iter per gli impianti da fonti rinnovabili: sarebbero circa 4.000 le domande ancora in attesa di esame. L’associazione sollecita infine interventi strutturali sulle politiche energetiche e sul sostegno al reddito, ritenendo insufficienti le misure temporanee di fronte all’aumento dei costi sanitari, dei carburanti, dei prodotti alimentari e dell’energia.