Fauna selvatica

Due lupi uccisi a colpi d’arma da fuoco nell’Aretino

L’Enpa presenta un esposto in procura dopo i ritrovamenti tra Molinelli e Pieve al Toppo

Due lupi uccisi a colpi d’arma da fuoco nell’Aretino

Due lupi sono stati trovati morti o gravemente feriti nell’area di Arezzo, in episodi distinti avvenuti nelle campagne vicino alle abitazioni. A denunciare i casi è l’Enpa, che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura per chiedere di fare luce sulle circostanze dei decessi e sull’uso di armi da fuoco contro gli animali.

La lunga agonia a Molinelli

Il primo episodio si è verificato a Molinelli, nella zona ai margini dei boschi di Poti. Un passante ha notato un animale riverso a terra e, pensando che si trattasse di un cane, ha dato l’allarme. Soltanto in seguito è stato accertato che si trattava di un lupo, colpito alla testa e ancora vivo.

Il lupo è stato soccorso dai volontari dell’Enpa e affidato alle cure dei veterinari. Gli accertamenti hanno evidenziato una ferita provocata da un proiettile in fronte. Nonostante gli interventi, le condizioni dell’animale non hanno consentito il recupero: il lupo è morto dopo una agonia durata quindici giorni. Secondo Alessandra Capogreco, presidente dell’Enpa, il colpo sarebbe stato esploso volontariamente e l’episodio si sarebbe verificato fuori dal periodo di caccia, in un’area abitata.

Altri pallini nel corpo di due animali

Un secondo caso è stato segnalato nelle campagne di Pieve al Toppo, dove è stata recuperata la carcassa di un altro lupo. L’animale sarebbe morto a causa dei morsi di un cinghiale, ma l’esame del corpo ha rilevato anche la presenza di numerosi pallini, compatibili con ulteriori ferite provocate da un’arma da fuoco.

La stessa associazione riferisce di aver riscontrato lesioni analoghe anche su una lupa trovata investita lungo la strada regionale 71. Anche in quel caso, l’animale presentava numerosi pallini nel corpo. Gli episodi, secondo l’Enpa, si sono verificati in zone vicine alle case e sollevano interrogativi sulla sicurezza della fauna selvatica e sulla possibile presenza di armi utilizzate contro gli animali.

Capogreco ha espresso apprezzamento per il lavoro della task force regionale e dei Carabinieri Forestali. L’Enpa intende ora rivolgersi alla Procura per ricostruire i fatti, individuare eventuali responsabilità e accertare se siano state commesse violazioni. L’associazione ha inoltre invitato i cittadini a segnalare tempestivamente situazioni di pericolo o maltrattamento, auspicando una convivenza rispettosa tra la popolazione e la fauna selvatica.