Il Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino ospiterà giovedì 8 ottobre alle 18 la restituzione di “Ancora primavera”, il nuovo lavoro della compagnia Nardinocchi/Matcovich. Lo spettacolo, ancora in fase di sviluppo, sarà presentato al pubblico al termine del periodo di residenza artistica svolto dalla compagnia nella struttura teatrale.
L’iniziativa rientra nel progetto Artisti nei Territori, promosso da Officine della Cultura in collaborazione con il Comune di Castiglion Fiorentino, ai sensi dell’articolo 43 del decreto ministeriale 27 luglio 2017 e con il finanziamento di Regione Toscana e Ministero della Cultura. L’appuntamento consentirà di seguire da vicino una fase del processo creativo prima del completamento dell’opera.
Un anno di ricerca nella casa di riposo
“Ancora primavera” nasce dal lavoro condotto da Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich all’interno della casa di riposo Divino Amore di Marino, in provincia di Roma. I due autori e interpreti hanno trascorso nella struttura un anno, suddiviso in quattro periodi di circa quindici giorni, dedicati alle diverse stagioni.
L’esperienza si è sviluppata attraverso l’ascolto e il confronto con gli ospiti della casa di riposo, affrontando temi come il corpo, il tempo, la casa, l’amore, la morte e il desiderio. Al centro della ricerca è rimasta la domanda sul futuro, inteso sia come prospettiva personale sia come dimensione collettiva. Il progetto considera la vecchiaia non soltanto come una condizione legata alla perdita, ma anche come una possibile aspirazione e come occasione per continuare a immaginare ciò che verrà.
Le quattro stagioni sulla scena
La struttura dello spettacolo segue il ritmo delle stagioni attraverso quattro porte, una per ciascun periodo dell’anno. Montate su ruote, le porte modificano continuamente lo spazio scenico e diventano soglie mobili tra luoghi, tempi e condizioni dell’esistenza.
Sulle loro superfici, il video restituisce volti, gesti e sguardi raccolti durante la ricerca. Immagini e parole si incontrano in una dimensione evocativa, senza un intento illustrativo o didascalico. Il percorso temporale non segue l’ordine tradizionale: si parte dall’estate, si attraversano autunno e inverno e si arriva infine alla primavera, da cui nasce il titolo dell’opera.
La permanenza a Castiglion Fiorentino rappresenta una nuova tappa del progetto e permette alla compagnia di concentrarsi in particolare sull’ultima stagione ancora da completare. Matcovich ha descritto la residenza come un periodo necessario per portare avanti il lavoro, sottolineando anche la possibilità di vivere direttamente il teatro grazie alla foresteria presente nella struttura e di confrontarsi con gli abitanti del paese.
Alla realizzazione partecipano Roberto Di Maio per video e luci, Tommaso Grieco per il suono, Bruno Soriato e RI.CREATIVITY di Rossella Amoretti per la scena e Alessandra Faienza per le maschere. La produzione è firmata da Atto Due e Permar Compagnia Mario Perrotta, con il sostegno di diversi centri di residenza e realtà teatrali, tra cui Officine della Cultura, Ferrara OFF, TRAC – Centro di Residenza Pugliese e Factory Fest/CURA Umbria, oltre al contributo degli ospiti della Casa di Riposo Divino Amore.
La compagnia Nardinocchi/Matcovich è nata nel 2020 dall’incontro tra i due artisti. Il suo percorso intreccia autobiografia e frammenti di realtà, trasformati in una forma poetica e drammaturgica. Per assistere alla restituzione dell’8 ottobre, a posti limitati, è necessario scrivere a biglietteria@officinedellacultura.org. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.officinedellacultura.org.