Il progetto del Caffè Letterario al Cassero, a Castiglion Fiorentino, è tornato al centro del dibattito politico locale. L’iniziativa, pensata per affiancare il sistema museale e l’area archeologica con uno spazio dedicato alla sosta, alla lettura e agli incontri culturali, oggi non svolgerebbe più la funzione per cui era stata realizzata.
A ricostruire la vicenda è il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese, che richiama le dichiarazioni diffuse nel marzo 2022, quando il locale veniva presentato come un punto di ritrovo per giovani e meno giovani. L’idea era collegare la visita al museo a un momento di permanenza nell’area del Cassero, attraverso un servizio di caffetteria, un bookshop e la possibilità di ospitare presentazioni di libri.
Il percorso amministrativo
La storia del progetto è iniziata nel 2018, quando il Comune ha riacquisito l’ex cabina SIP situata all’interno dell’area del Cassero. Nel 2019 è arrivato un finanziamento GAL da 100mila euro per la riqualificazione della struttura, destinata a bookshop e Caffè Letterario. A questa somma si sono aggiunti 13mila euro di fondi comunali.
Nel 2021 il primo bando per affidare la gestione è andato deserto. L’amministrazione ha quindi tentato una soluzione alternativa con l’Ente Serristori, che, secondo la ricostruzione del gruppo consiliare, ha rinunciato dopo appena 50 giorni. Alla fine dello stesso anno è stato deciso di procedere con un nuovo bando, arrivando all’affidamento della gestione nel marzo 2022.
Seguirono l’inaugurazione, le dichiarazioni ufficiali e le immagini della nuova attività. A distanza di pochi anni, però, la struttura sarebbe stata ricondotta a un utilizzo temporaneo e precario, con la possibilità di impiegarla anche a consumo. La decisione è contenuta in una delibera approvata due mesi fa, secondo quanto riferito da Rinascimento Castiglionese.
La proposta dell’opposizione
Il gruppo consiliare precisa di non voler contestare le difficoltà che possono accompagnare una gestione. La critica riguarda piuttosto l’esito complessivo di un intervento sostenuto da risorse pubbliche: il locale, osservano i consiglieri, non sarebbe più utilizzato in modo stabile per la funzione originaria.
La proposta avanzata è quella di mettere concretamente il Caffè Letterario al servizio del sistema museale e dell’area archeologica, attraverso una gestione unica o comunque coordinata. Per i mesi invernali vengono indicati orari concentrati nei fine settimana, mentre in primavera e in estate si ipotizza un’apertura più ampia e strutturata, anche con il coinvolgimento di giovani interessati a sviluppare nuove attività.
Secondo Rinascimento Castiglionese, il nodo principale non è quindi soltanto la gestione del locale, ma la mancanza di una programmazione capace di garantire continuità. Il gruppo definisce uno spreco la trasformazione di una struttura considerata strategica in uno spazio utilizzabile soltanto occasionalmente e critica un modello amministrativo ritenuto più efficace nella fase di presentazione e inaugurazione che in quella della gestione ordinaria.