Cronaca giudiziaria

Raid fallito alla Fratelli Chini, otto arresti ad Arezzo

Il commando ha usato mezzi rubati e incendiato vetture per rallentare l’intervento, ma non ha portato via i gioielli.

Raid fallito alla Fratelli Chini, otto arresti ad Arezzo

Otto persone di origine rumena sono state arrestate dai carabinieri dopo il tentato assalto alla ditta orafa Fratelli Chini di Ponticino, nel territorio aretino. Il raid è avvenuto nella notte del 14 ottobre 2026 e si è concluso senza che i sospettati riuscissero a sottrarre gioielli o altri metalli preziosi dall’azienda.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo ha raggiunto lo stabilimento utilizzando veicoli rubati poco prima. Un mezzo sottratto a una società di gas tecnici è stato impiegato per sfondare il cancello e la recinzione della fabbrica. Per ritardare l’arrivo delle forze dell’ordine, i malviventi avrebbero inoltre bloccato via Nazionale abbattendo un albero, incendiato due vetture e dato fuoco ad alcune pedane di legno.

L’intervento delle forze dell’ordine

L’allarme dell’azienda ha fatto scattare l’intervento degli istituti di vigilanza e dei carabinieri, impedendo al commando di completare il colpo. Sul posto sono intervenuti i militari delle Compagnie di Arezzo e San Giovanni Valdarno, con il supporto della polizia stradale e di un elicottero del 4° Elinucleo di Pisa.

Gli otto sospettati sono stati rintracciati e bloccati all’uscita del casello autostradale Valdarno. Durante l’operazione sono stati trovati alcuni degli attrezzi ritenuti compatibili con il tentato assalto. I componenti del gruppo, secondo gli accertamenti, erano mascherati e si sarebbero organizzati per predisporre ulteriori ostacoli alla circolazione nella zona di Ponte alla Volpe e sotto il ponte di Rimaggio.

Le verifiche della Procura

Il sistema di sicurezza e il rapido intervento hanno quindi fatto fallire l’irruzione, ma l’azione ha provocato ingenti danni alla ditta, al patrimonio pubblico e a beni di terzi. Le fiamme appiccate ai veicoli e alle strutture in legno hanno richiesto gli interventi e i rilievi delle forze dell’ordine.

La Procura di Arezzo ha avviato ulteriori accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e verificare eventuali collegamenti con altri episodi commessi ai danni di aziende del distretto orafo aretino. Sono ancora in corso i rilievi e le attività investigative sui mezzi utilizzati e sugli strumenti rinvenuti.