Circa seicento studenti dell’Istituto Vasari di Arezzo sono stati evacuati durante le lezioni dopo la ricezione di un’email anonima che annunciava la presenza di un ordigno nell’edificio. Il messaggio, arrivato nelle caselle elettroniche di numerosi istituti in Italia e all’estero, conteneva minacce di attentati e riferimenti a una presunta matrice terroristica.
La comunicazione era stata inviata da un indirizzo apparentemente riconducibile al ministero dell’Istruzione saudita e aveva come oggetto La morte è vicina. Nel testo si sosteneva che all’interno della scuola fosse stato collocato un esplosivo contenente nitrato d’ammonio e si annunciava una serie di attacchi sul territorio nazionale. L’email è stata recapitata a decine di scuole italiane, oltre che in Irlanda del Nord, Scozia, Ungheria e Serbia.
L’evacuazione e l’intervento dei soccorsi
Al Vasari, le procedure di emergenza sono scattate in mattinata. Alle 10.53 gli alunni sono stati accompagnati dagli insegnanti nel parco situato di fronte alla struttura, mentre la dirigenza contattava le famiglie per avvisarle e organizzare il rientro anticipato. Dagli uffici amministrativi è stata inoltre allertata la centrale del 112, con l’attivazione del piano per le maxi-emergenze.
Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, forze dell’ordine, polizia locale e soccorritori, coordinati nell’ambito delle procedure di emergenza. Dopo lo sgombero dell’edificio, i genitori hanno ripreso i figli. Le operazioni si sono svolte senza particolari momenti di panico, anche grazie al regolare funzionamento del piano di evacuazione dell’istituto, che ospita sezioni di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Le verifiche dei carabinieri
Poco prima delle 13 sono iniziati i controlli all’interno e lungo il perimetro della scuola. I carabinieri del comando provinciale, insieme al nucleo cinofili di Firenze, hanno esaminato la struttura senza trovare ordigni o materiali esplosivi. La bonifica si è conclusa in meno di due ore con esito negativo.
Il caso è stato segnalato al magistrato di turno. Considerato il numero di istituti coinvolti e la diffusione internazionale dei messaggi, gli accertamenti potrebbero essere coordinati dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Al momento non è stata individuata una pista precisa sull’identità del mittente né è stato chiarito se le minacce siano collegate alle proteste e ai disordini registrati in questi giorni o se presentino una matrice terroristica.
L’assessora comunale alla scuola Lucia Tanti ha definito l’episodio un segnale grave, richiamando le tensioni che stanno interessando il mondo della scuola. Superato l’allarme, le lezioni sono riprese regolarmente. Restano aperte le indagini per chiarire l’origine dell’email, la scelta degli istituti destinatari e gli eventuali collegamenti con i casi segnalati fuori dall’Italia.