Indagini in corso

Arezzo, 44enne in carcere per nove furti agli autolavaggi

Contestati pure una rapina impropria e minacce al gestore, dopo la scoperta dell’intruso

Arezzo, 44enne in carcere per nove furti agli autolavaggi

I Carabinieri di Arezzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 44enne, ritenuto responsabile di una serie di furti e di una rapina impropria commessi negli ultimi quattro mesi dell’anno in diversi comuni della provincia. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori delle Compagnie di Arezzo, Bibbiena e Cortona, l’uomo si sarebbe spostato con la propria autovettura tra diverse stazioni di servizio del territorio provinciale. L’obiettivo sarebbero state le colonnine gettoniere degli autolavaggi, installate all’interno dei distributori di benzina.

Il modus operandi contestato

Le indagini avrebbero fatto emergere modalità d’azione ricorrenti. Il 44enne, dopo aver raggiunto l’impianto individuato, avrebbe utilizzato diversi strumenti da scasso, tra cui brugole, cacciaviti e piedi di porco, per forzare le colonnine e impossessarsi dei gettoni contenuti all’interno. Subito dopo, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe allontanato a bordo della propria auto.

Gli episodi contestati sono complessivamente nove furti, commessi con modalità ritenute analoghe, e una rapina impropria avvenuta nel giugno scorso ad Arezzo. In quell’occasione, il proprietario dell’autolavaggio avrebbe sorpreso l’uomo durante il furto. Per garantirsi la fuga, il 44enne lo avrebbe minacciato di morte brandendo il piede di porco usato poco prima per scassinare la colonnina.

Le verifiche della Procura

Il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, sulla base degli elementi raccolti dalla Procura e dai Carabinieri. L’arresto è stato eseguito dai militari della Stazione di Arezzo.

L’uomo si trova ora nella casa circondariale aretina. La Procura della Repubblica di Arezzo sta svolgendo ulteriori accertamenti per verificare un suo eventuale coinvolgimento in altri furti commessi nella provincia. La contestazione resta riferita alla fase delle indagini e dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.