Due azioni dimostrative sono state compiute nell’arco di 48 ore all’Istituto Benedetto Varchi di Montevarchi. In un primo momento l’ingresso principale è stato tappezzato di volantini di protesta; il giorno successivo, invece, un lucchetto e una catena hanno impedito temporaneamente l’accesso alle aule.
Entrambi gli episodi si sono verificati durante la notte, a cancelli chiusi. Non si sono registrati disordini durante le successive ore di lezione, né momenti di tensione o manifestazioni di piazza. Nel primo caso, l’assenza di scassi o di manomissioni alle recinzioni ha fatto ipotizzare l’ingresso di persone estranee all’istituto, ma gli autori non sono stati identificati.
I volantini rimossi prima delle lezioni
La prima azione risale a martedì scorso, quando l’ingresso della scuola è apparso coperto da volantini con lo slogan Interrompiamo il pattern – Disobbedienza organizzata. La comunità studentesca ha preso le distanze dall’iniziativa e alcuni ragazzi hanno collaborato con il personale scolastico per rimuovere il materiale prima dell’inizio delle lezioni.
La dirigente scolastica Chiara Casucci ha definito la risposta degli studenti immediata e responsabile, sottolineando che le modalità utilizzate non appartengono al dialogo civile e democratico promosso dall’istituto. La dirigenza ha quindi ringraziato gli studenti che si sono impegnati nel ripristino degli ingressi.
Catena tranciata al cancello
Il secondo episodio si è verificato 24 ore dopo. Per consentire l’ingresso nell’edificio è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco, chiamati a tranciare la catena con lucchetto installata da ignoti al cancello principale.
Una volta superato il blocco, le lezioni sono riprese regolarmente. Solo una parte degli studenti ha scelto di non entrare in aula, mantenendo comunque un comportamento pacifico. Il Comitato studentesco ha quindi chiesto un incontro con la presidenza per discutere del clima sociale e delle modalità con cui portare avanti le proprie istanze, nel rispetto del dialogo, dell’ascolto e del confronto reciproco.