Amedeo Carboni si prepara a vivere da spettatore interessato la sfida tra le due squadre che hanno segnato la sua carriera: l’Arezzo, formazione della sua città e punto di partenza nel calcio professionistico, e la Sampdoria, club della consacrazione ai massimi livelli. La gara è in programma a Marassi e per l’ex difensore rappresenta un vero incrocio del cuore.
Nato a Quarata nel 1965, Carboni ha mosso i primi passi nelle giovanili dell’Arezzo, arrivando fino all’esordio in Serie B. In seguito ha indossato la maglia blucerchiata per due stagioni, conquistando una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe. Con la Nazionale italiana ha raccolto 18 presenze, mentre a livello di club ha costruito una lunga carriera anche con Roma e Valencia.
Gli anni della Sampdoria
Carboni ricorda il periodo genovese come l’ingresso nel grande calcio. In quelle stagioni visse il momento d’oro della Sampdoria, dentro e fuori dal campo, e abitò a Nervi. Il successivo trasferimento alla Roma, dove rimase sette anni e fu a lungo capitano, non viene considerato un rimpianto, nonostante l’addio sia arrivato alla vigilia dell’annata dello scudetto doriano.
Tra le ragioni della partenza, l’ex difensore conferma anche il rapporto difficile con Roberto Mancini, indicando il litigio con l’attaccante come uno dei motivi principali della sua decisione. Carboni sottolinea però di avere poi vissuto a Roma una delle parentesi più importanti della propria carriera e di avere conquistato gli scudetti successivamente in Spagna.
Il momento attraversato dalla Sampdoria, oggi in Serie B, gli provoca malinconia. Secondo Carboni, le vicissitudini societarie degli ultimi anni hanno contribuito alla situazione attuale e servirà tempo per riportare il club ai livelli che gli competono. Il legame con l’ambiente blucerchiato, però, resta intatto.
Il giudizio sull’Arezzo
Parlando dell’Arezzo, Carboni ricorda il significato dell’esordio nella prima squadra della propria città. Passare dalla Primavera alla Serie B fu per lui la realizzazione di un sogno e un privilegio. La necessità di trasferirsi altrove per affermarsi, inizialmente vissuta con dispiacere, viene oggi riletta come una tappa necessaria per migliorarsi.
Da semplice tifoso, l’ex calciatore considera Cristian Bucchi un allenatore preparato e descrive l’Arezzo come una squadra particolarmente efficace nelle ripartenze. Il riferimento è al rendimento esterno, risultato migliore rispetto a quello casalingo anche nella stagione precedente, chiusa con la vittoria del campionato. Per la gara contro la Sampdoria, Carboni ritiene inoltre importante ridurre i gol subiti, anche se ha visto segnali positivi nell’ultima prova contro la Cremonese.
Tra le indicazioni tattiche, suggerisce di schierare gli esterni sul piede forte. Quanto al giocatore destinato a incidere nel lungo periodo, la scelta ricade su Leonardo Mancuso. Sul risultato finale, infine, Carboni si dice convinto che l’Arezzo abbia ampie possibilità di vittoria a Marassi.