A Palazzo Cavallo la fase delle grandi intese sembra già lasciare spazio alle tensioni interne. A meno di quattro mesi dalla presentazione della squadra di governo guidata da Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini, il centrodestra è impegnato a rimettere in equilibrio i rapporti tra i partiti, in vista del prossimo consiglio comunale del 29 ottobre.
Al momento non si ipotizza una sostituzione degli assessori. La soluzione più probabile sarebbe una redistribuzione delle deleghe, con l’obiettivo di riconoscere un ruolo a esponenti rimasti fuori dalla giunta o che si considerano penalizzati nella distribuzione degli incarichi. Il rischio, però, è che la squadra amministrativa venga ampliata o modificata soprattutto per esigenze di equilibrio politico, più che sulla base delle necessità della città.
Le richieste di Forza Italia e Fratelli d’Italia
Il caso più evidente riguarda Federico Scapecchi. Forza Italia non ha superato l’esclusione dell’ex assessore allo Sport, rimasto fuori dalla giunta anche per il rispetto degli equilibri di genere. La scelta può avere motivazioni legate alla composizione dell’esecutivo, ma Scapecchi resta uno degli esponenti più votati del centrodestra ed è radicato nel mondo delle società sportive. Da presidente della commissione consiliare, inoltre, ha continuato a occuparsi del settore.
Il partito chiede quindi che il consenso raccolto alle urne trovi un riconoscimento concreto. L’ipotesi è l’attribuzione di una delega specifica, attraverso una possibile redistribuzione delle competenze oggi affidate ad Antonella Di Tommaso. In questo modo si potrebbe recuperare Scapecchi senza riaprire formalmente la composizione della giunta, ma il segnale politico sarebbe comunque evidente: la squadra presentata da pochi mesi è già sottoposta alle pressioni della coalizione.
Anche Fratelli d’Italia, partito di maggioranza relativa, sembra intenzionato a chiedere spazio. Tra le ipotesi c’è l’assegnazione della delega alla sicurezza al capogruppo Francesco Palazzini. Tra gli esclusi dagli incarichi figurano inoltre Renato Viscovo, Francesca Lucherini e Giovanna Carelettini, tutti con precedenti esperienze da assessori. La questione riguarda il peso da attribuire alle competenze individuali e quello delle esigenze politiche, in una fase nella quale gli incarichi disponibili non sembrano sufficienti a soddisfare tutte le aspettative.
Nomine e partita provinciale
La Lega, almeno per ora, appare più tranquilla. Più articolata è invece la situazione di Fare, il contenitore nel quale convivono i sostenitori di Comanducci e Gamurrini, l’area vicina a Piero Melani Graverini e gli esponenti provenienti dall’esperienza di Ora Ghinelli. Anche le nomine nelle partecipate e negli enti collegati rappresentano un banco di prova per gli equilibri interni.
La presidenza di Aisa Impianti per Sandro Sarri sembra avviata, mentre restano da assegnare altre posizioni, tra cui quelle della Fraternita dei Laici, del Thevenin, della Biblioteca e del consiglio di amministrazione della Casa Pia. Per la Fraternita circolano i nomi di Alessandro Artini e Lucia Cherici. Ogni scelta dovrà quindi tenere conto delle appartenenze politiche, delle aspettative personali e dei rapporti di forza nella maggioranza.
Sullo sfondo c’è anche la partita per la presidenza della Provincia. Il mandato di Alessandro Polcri scade il 18 dicembre, ma il voto potrebbe essere rinviato fino a marzo. Nel centrodestra vengono indicati Mario Agnelli, Filippo Vagnoli e Marco Ermini. Tra le ipotesi c’è anche quella di Marcello Comanducci, che riporterebbe il capoluogo al centro della competizione e aggiungerebbe un ulteriore elemento di confronto tra i partiti.
Fuori dalle dinamiche interne della coalizione, la città attende di valutare la nuova amministrazione sui risultati, sulle opere e sulle decisioni concrete. La partita sulle deleghe e sulle nomine resta legittima, ma la sua efficacia sarà misurata dalla capacità di tradurre gli accordi politici in attività di governo e risposte per i cittadini.