Svolta giudiziaria

Omicidio di Luciano Buonfiglio, il fermato: «Mi sono difeso»

Il 29enne colombiano sarà ascoltato per la convalida del provvedimento. Restano da chiarire dinamica, movente e lesione alla nuca.

Omicidio di Luciano Buonfiglio, il fermato: «Mi sono difeso»

La ricostruzione della notte di Halloween passa dall’interrogatorio del 29enne colombiano accusato della morte di Luciano Buonfiglio, il broker assicurativo di 61 anni trovato senza vita nel parcheggio di San Zeno, ad Arezzo. Il giovane, fermato dopo il ritrovamento del corpo, sarà ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Giulia Soldini, chiamata a decidere sulla convalida del fermo.

Il sospettato, detenuto nel carcere di Prato, è stato descritto come molto provato dall’avvocata Federica Valeriani, che lo ha incontrato il giorno precedente. Il giovane parla soltanto spagnolo ed è arrivato da poco in Italia. La difesa non ha ancora stabilito se risponderà alle domande del giudice oppure se sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La versione della colluttazione

Secondo quanto riferito al legale, il 29enne avrebbe sostenuto di essere rimasto coinvolto in una colluttazione e di avere agito per difendersi. Il racconto, tuttavia, non avrebbe consentito di ricostruire con precisione le fasi dello scontro. Restano da chiarire anche le modalità con cui Buonfiglio ha riportato la lesione mortale alla testa: non è ancora stabilito se abbia urtato un vetro, il volante o un’altra parte dell’auto, oppure se sia stato colpito con un oggetto.

Ancora incerti sono anche i motivi della lite. Il giovane avrebbe spiegato di trovarsi nella zona di San Zeno per lavoro, ma non è stato chiarito se conoscesse già la vittima e se l’incontro fosse stato casuale o concordato. L’avvocata Valeriani ha annunciato la richiesta di accertamenti sulle ecchimosi e sulle eventuali lesioni presenti sul corpo dell’indagato, per verificare se siano compatibili con la colluttazione descritta e se possano aiutare a stabilire chi abbia aggredito per primo.

Le verifiche degli investigatori

Gli investigatori della squadra mobile stanno esaminando le immagini registrate dalle telecamere della zona industriale. Le riprese avrebbero restituito alcune sequenze della notte, ma non sarebbero particolarmente nitide. Sono inoltre al vaglio i telefoni e i dispositivi informatici della vittima e del fermato, alla ricerca di eventuali contatti precedenti.

A dare l’allarme era stato un ristoratore, che aveva sentito le urla provenire dal parcheggio e aveva chiamato il 112. Tra le frasi udite ci sarebbe anche un «via, via dalla macchina», elemento che potrebbe contribuire a ricostruire l’accaduto.

Sul fronte medico-legale, l’autopsia dovrà chiarire le cause esatte della morte e la natura della ferita alla nuca, ritenuta fatale. Dovrà essere stabilito se la lesione sia stata provocata da un oggetto contundente o dall’impatto contro una parte del Suv della vittima. Il 29enne resta accusato di omicidio volontario. Buonfiglio, residente a Castiglion Fiorentino e originario di Milano, è morto al termine di una lite le cui ragioni sono ancora da accertare.