Produzione autunnale

Il Marrone di Caprese resiste al caldo, ma cala la resa

I castagneti attendono la raccolta, mentre le quotazioni restano tra 5 e 6 euro per chilogrammo.

Il Marrone di Caprese resiste al caldo, ma cala la resa

Il Marrone di Caprese Michelangelo ha retto alla siccità estiva, ma la quantità disponibile resta inferiore rispetto al passato. A fare il punto sull’annata è Fabio Santioni, vicepresidente della cooperativa agricola forestale Valle Singerna di Caprese Michelangelo, che invita alla prudenza in attesa dell’inizio della raccolta.

La previsione, spiega Santioni, è per un’annata discreta, anche se non vi sono ancora certezze. I primi ricci iniziano normalmente a cadere intorno al 10 ottobre e sarà quindi necessario attendere ancora una decina di giorni per valutare con maggiore precisione l’andamento della stagione. Il principale elemento di rischio, in questa fase, è rappresentato dalle gelate.

Una stagione ancora incerta

Tra gli aspetti considerati positivi c’è lo stato delle piante. Il colore verde pieno delle castagne viene indicato come un segnale favorevole e il prodotto, secondo la cooperativa, è stato tra quelli che hanno risentito meno dell’estate siccitosa. Il riferimento è al Marrone di Caprese Michelangelo Dop, l’unica varietà del centro Italia ad avere ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine protetta per la specie Castanea sativa.

Resta sotto controllo anche il cinipide, l’insetto considerato tra i principali nemici del castagno. A limitarne la diffusione è il Torymus sinensis, un imenottero antagonista introdotto per contrastare il parassita. La situazione fitosanitaria, secondo quanto riferito da Santioni, non costituisce quindi al momento l’elemento più critico per la produzione locale.

Produzione dimezzata e costi di mantenimento

Il problema principale riguarda invece la quantità di prodotto e la cura dei boschi. In passato la produzione media del territorio superava i 3mila quintali, mentre negli ultimi anni è scesa sotto quota mille. Alla riduzione contribuiscono sia il minor numero di persone impegnate nella raccolta sia il calo della produttività dei castagneti.

Secondo la cooperativa, da dieci ettari di bosco si ricavano oggi circa 50 quintali, contro i 100 del passato. A incidere è anche una manutenzione meno accurata delle aree boschive, legata ai costi e alla diminuzione delle persone disponibili a occuparsene. Il frutto ha una pezzatura media: per raggiungere un chilogrammo servono mediamente 85-90 castagne.

Il prezzo varia in base all’andamento del mercato e oscilla tra 5 e 6 euro al chilo. La cooperativa Valle Singerna è inoltre entrata nella filiera della farina, ampliando gli utilizzi del prodotto oltre il consumo tradizionale. Il Marrone viene impiegato anche nella preparazione di dolci e altre specialità.

La stagione sarà accompagnata dalla Festa della Castagna, organizzata a Caprese Michelangelo su due fine settimana: sabato 17 e domenica 18 ottobre, quindi sabato 24 e domenica 25 ottobre. L’appuntamento consentirà di proporre il prodotto anche nella versione caldarrosta e di valorizzarne gli impieghi gastronomici. Per la comunità locale, la castagna conserva inoltre un rilievo storico: in passato ha rappresentato una risorsa essenziale per l’alimentazione della popolazione, soprattutto nei periodi di maggiore difficoltà.