Chiusura per mancanza di personale all’area di servizio Badia al Pino Est, lungo l’autostrada A1, nel territorio di Civitella in Val di Chiana. Il punto di rifornimento è rimasto inattivo dal turno notturno di martedì, dopo che alcuni dipendenti si sono resi irreperibili.
La vicenda è collegata a un controllo dell’Asl Tse, effettuato dopo una segnalazione della Filcams Cgil. Durante l’ispezione, alcuni lavoratori sarebbero stati trovati a dormire all’interno dell’area in condizioni precarie, su teli e cartoni utilizzati come giacigli. Secondo il sindacato, gli addetti vivevano di fatto sul luogo di lavoro, senza una sistemazione abitativa adeguata.
Il personale senza alloggio
A ricostruire la situazione è Marco Pesci, esponente della Filcams Cgil di Arezzo. Secondo quanto riferito dal sindacalista, i lavoratori stranieri erano stati assunti con contratti a tempo determinato fino a ottobre e trasferiti da altre aree di sosta del Nord per coprire i turni. L’azienda avrebbe promesso loro un alloggio che, sempre secondo la denuncia, non sarebbe mai stato messo a disposizione.
Con l’intervento degli organi di controllo e l’impossibilità di continuare a dormire sul posto, gli addetti si sarebbero allontanati senza rendersi più reperibili. Al cambio turno, l’unico lavoratore italiano rimasto avrebbe trovato l’impianto chiuso, perché non erano presenti gli altri dipendenti destinati a garantire la copertura del servizio. Anche la Polizia stradale avrebbe verificato la chiusura dell’area.
Le richieste del sindacato
La Filcams Cgil sostiene che la gestione del personale non consentisse di coprire tutti i turni nel rispetto dei riposi e degli orari di lavoro. La situazione si è aggravata durante la settimana di Ferragosto, quando l’assenza degli addetti ha impedito di mantenere operativo il rifornimento. Il servizio è quindi sospeso fino a quando non sarà disponibile il personale necessario.
La vicenda è nata dopo un cambio di gestione. Pad Multienergy avrebbe affidato l’area di rifornimento a Tiger e, secondo la ricostruzione del sindacato, l’ultimo subappalto non avrebbe previsto un numero sufficiente di dipendenti. Per aumentare l’organico sarebbero stati spostati alcuni lavoratori da impianti del Nord, con la promessa di una sistemazione che non sarebbe stata garantita.
La Filcams Cgil chiede ora risposte a Pad Multienergy e Autostrade per l’Italia, indicando come prioritarie le condizioni di salute, sicurezza e dignità dei lavoratori. I controlli dell’Asl hanno fatto emergere una situazione definita dal sindacato di grave precarietà, mentre l’area resta chiusa per l’assenza degli addetti necessari.