Cronaca vinicola

Furto da cinque milioni nel centro Antinori di Cortona

I ladri hanno agito nel weekend usando mezzi aziendali: sottratte circa 30mila bottiglie destinate all’estero.

Furto da cinque milioni nel centro Antinori di Cortona

Restano molti interrogativi sul furto stimato in cinque milioni di euro avvenuto nel centro logistico della Marchesi Antinori a San Lorenzo di Cortona. A una settimana dal colpo, i carabinieri della compagnia di Cortona stanno lavorando nel massimo riserbo per ricostruire le modalità dell’azione e identificare i responsabili.

Secondo le prime ricostruzioni, la banda, composta al massimo da cinque persone, sarebbe entrata in azione nella notte di sabato 3 ottobre, approfittando dell’assenza di personale nell’impianto. I ladri avrebbero disattivato l’allarme, che sarebbe stato aggiornato di recente, e le telecamere interne. Una volta all’interno, avrebbero utilizzato i muletti aziendali per caricare la merce su due camion.

La fuga lungo il raccordo

I bancali erano già imballati e pronti per una spedizione destinata ai clienti esteri. I due mezzi non sono ancora stati ritrovati e resta da chiarire se fossero stati rubati. A dare l’allarme sono stati i dipendenti, quando lunedì mattina hanno raggiunto la struttura. Gli investigatori non escludono che il gruppo potesse contare su un complice, incaricato di studiare in anticipo la logistica del centro e le modalità di accesso.

La zona è isolata e non risulterebbe coperta da telecamere pubbliche, ma si trova vicino a uno svincolo che conduce al raccordo Perugia-Bettolle. Quel collegamento potrebbe fornire elementi utili per ricostruire la fuga. L’amministratore delegato Renzo Cotarella ha sottolineato che due camion carichi di merce non possono sparire senza lasciare tracce, mentre resta aperto il tema dell’assenza di personale di sorveglianza durante il fine settimana.

Trentamila bottiglie sottratte

Il bottino è composto da circa 30mila bottiglie, in gran parte dell’annata 2023, tra cui Guado al Tasso, Solaia e Tignanello. I prezzi indicativi delle etichette vanno dai 120-130 euro del Tignanello ai circa 140 euro del Guado al Tasso, mentre il Solaia supera i 300 euro. Di quest’ultimo vino vengono prodotte ogni anno soltanto 60-70mila bottiglie e quelle sottratte sarebbero almeno 10mila. Il colpo sarebbe il più ingente mai subito da una cantina italiana; l’azienda ha precisato che la polizza non coprirebbe un valore simile.

Marchesi Antinori ha comunicato che sono ancora in corso gli accertamenti per definire con precisione l’entità della perdita. Tutte le bottiglie sottratte, ha aggiunto la società, sono dotate del sistema anticontraffazione adottato dall’azienda. I clienti sono stati avvisati di diffidare dei canali di vendita non abituali.

In Valdichiana il caso ha suscitato forte preoccupazione. Stefano Amerighi, presidente del Consorzio Vini Cortona, ha definito inquietanti le modalità e le quantità del colpo. Dalla vicina Montepulciano, Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile, ha osservato che i grandi vini toscani possono essere considerati beni rifugio dalla criminalità organizzata, anche per alimentare mercati paralleli esteri. Il consorzio sta valutando sistemi di tracciamento digitale per rendere la refurtiva più difficile da collocare.