Prosegue a Cortona la rassegna di appuntamenti collegati alla mostra Gino Severini, modernità come dialogo. Domenica 18 ottobre alle 16.30, nella sala del Mezzanino di palazzo Casali, sede del Maec, è in programma la conferenza di Pierangelo Mazzeschi dal titolo Gino Severini e il sacro: arte e vita.
Il rapporto con la fede
L’incontro sarà dedicato a una parte rilevante, ma non sempre adeguatamente approfondita, della produzione dell’artista cortonese: quella legata all’arte sacra. Severini, protagonista di importanti stagioni dell’arte europea tra Divisionismo, Futurismo, Cubismo e Classicismo, si avvicinò nuovamente alla fede cattolica soprattutto a partire dal 1923, dopo l’incontro con il filosofo francese Jacques Maritain.
Secondo quanto anticipato da Mazzeschi, quel passaggio segnò per Severini una svolta nel rapporto tra la propria ricerca artistica e i temi religiosi. Dal 1924 al 1947, e poi in periodi successivi, l’artista continuò a lavorare su questo ambito, realizzando opere con tecniche diverse e confrontandosi con un tema considerato controcorrente rispetto alla cultura del tempo.
Affreschi, mosaici e opere a Cortona
Tra i lavori ricordati figurano le decorazioni eseguite tra il 1924 e il 1947 in sei chiese della Svizzera romanda: Samsales, La Roche, Tavannes, Friburgo, Losanna e Sion. A queste opere si aggiungono la Via Crucis di Cortona, realizzata tra il 1944 e il 1946, quella per la chiesa di Saint-Pierre a Friburgo del 1957 e il San Marco di Cortona, ultima opera citata nel testo, risalente al 1961.
Nel corso della conferenza sarà approfondita anche l’influenza esercitata su Severini dal pensiero di Maritain e, in particolare, dal volume Art et Scolastique. Proprio la riflessione sulla bellezza, intesa come equilibrio e armonia delle forme, contribuì a orientare la poetica dell’artista nel percorso dedicato al sacro.
L’appuntamento è organizzato in collaborazione con le parrocchie cortonesi. L’ingresso è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.