Caro gasolio

Caro gasolio: Misericordie e camionisti chiedono aiuto alla Regione

Ambulanze e autotrasportatori in difficoltà chiedono un tavolo di confronto urgente.

Caro gasolio: Misericordie e camionisti chiedono aiuto alla Regione

Il caro-gasolio continua a preoccupare le Misericordie e i camionisti, che lanciano un appello alla Regione per aprire un tavolo di confronto. Giuseppe Brasini, imprenditore con 35 Tir, denuncia costi insostenibili: “Oggi pago 45mila euro al mese di diesel, con un aumento del 30-40% nell’ultimo anno”.

La situazione delle Misericordie

Il coordinamento provinciale delle Misericordie, che comprende 37 Confraternite, sottolinea che non possono ridurre i chilometri né limitare i viaggi, poiché ogni spostamento è cruciale per il trasporto di persone fragili verso strutture sanitarie. Luciano Falchi, vicepresidente del coordinamento, afferma che il servizio di emergenza deve essere garantito 24 ore su 24, senza interruzioni.

Il rincaro del gasolio, che ha visto un aumento medio del 30%, si inserisce in un contesto già difficile per le associazioni di volontariato, che affrontano una crescente carenza di volontari e rimborsi inadeguati. Le Misericordie non chiedono privilegi, ma la possibilità di continuare a garantire un servizio pubblico essenziale per la salute dei cittadini.

Le richieste ai governi

Il coordinamento delle Misericordie chiede misure concrete di sostegno da parte delle istituzioni, evidenziando che il loro operato rappresenta un notevole risparmio economico per la collettività. Se i servizi di trasporto sanitario fossero gestiti esclusivamente dal sistema sanitario pubblico, i costi per la Regione sarebbero enormemente superiori.

Brasini, dal canto suo, critica il provvedimento del governo in vigore fino al 6 agosto, definendolo un “pannicello caldo”. La situazione è drammatica e si teme che le aziende siano costrette a fermarsi, con la prospettiva di cassa integrazione e licenziamenti all’orizzonte. Inoltre, si profila l’ipotesi di una serrata nazionale dei Tir, che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.