Guardia alta

Distretto orafo di Arezzo, sventato un nuovo assalto

Imprenditori e istituzioni rafforzano il coordinamento dopo il tentato colpo alla LMP di Poggio Bagnoli.

Distretto orafo di Arezzo, sventato un nuovo assalto

Un tentato assalto ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza delle aziende del distretto orafo aretino. Nella notte tra giovedì e venerdì, una banda ha cercato di entrare nella ditta orafa LMP di Poggio Bagnoli, in Valdarno, ma l’azione è stata interrotta dai sistemi di protezione. Il commando si è allontanato senza riuscire a portare a termine il colpo.

L’episodio riporta alla memoria una stagione in cui il comparto era bersaglio frequente di incursioni. La zona fa parte di uno dei distretti orafi più importanti d’Europa e, proprio per questo, produttori e istituzioni mantengono alta l’attenzione. L’obiettivo è evitare un ritorno alle condizioni del passato, quando le aziende venivano assaltate con una frequenza molto maggiore.

Un copione già visto

Secondo Luca Parrini, presidente della Consulta orafa aretina, le modalità utilizzate dalla banda ricalcano schemi già emersi in precedenti furti: alberi abbattuti, tentativi di sfondamento con mezzi pesanti e chiodi sparsi sulla strada per rallentare gli interventi. In questo caso, però, il gruppo, composto da meno persone rispetto ad altri commando, avrebbe trovato una resistenza efficace da parte dei sistemi di sicurezza.

Parrini sottolinea che il fattore decisivo è il tempo. I furti nelle aziende orafe, spiega, possono durare pochi minuti e anche un rallentamento di due o tre minuti può impedire ai ladri di completare l’azione. Resta comunque il rischio che bande organizzate riescano a penetrare negli stabilimenti, rendendo necessario un confronto costante tra sistemi di protezione, sorveglianza e forze dell’ordine.

Il coordinamento tra istituzioni e imprese

Anche Giordana Giordini, presidente di Confindustria Toscana Sud e della sezione orafa di Arezzo, invita a non parlare di un ritorno della paura tra i titolari. La vigilanza, osserva, non è mai venuta meno e negli ultimi anni è stato costruito un lavoro di coordinamento tra imprenditori, forze dell’ordine e istituzioni, anche attraverso il tavolo attivato in Prefettura.

Le modalità dell’ultimo tentativo ricordano comunque quelle degli assalti del passato. Per questo il distretto ha diffuso rapidamente la notizia tra gli operatori, con l’intento di mantenere alta l’attenzione e favorire lo scambio di informazioni. La linea indicata dai rappresentanti del comparto è quella di una collaborazione stabile tra aziende e apparati di sicurezza, senza affidarsi soltanto alla presenza di pattuglie.

Parrini riferisce di aver notato una maggiore presenza sul territorio delle auto dei Carabinieri e della Polizia, mentre la Guardia di Finanza ha messo a disposizione un veicolo per il servizio notturno, pur non essendo stato predisposto specificamente per questo impiego. Il problema resta più complesso per le aziende isolate, considerate maggiormente esposte rispetto agli stabilimenti collocati nelle aree industriali.

Non sarebbe infatti possibile collocare una pattuglia davanti a ogni impresa. Nel caso della LMP, inoltre, parte della lavorazione era stata spostata sull’ottone, ma gli autori del tentativo avrebbero fatto riferimento a immagini datate reperite online. Giordini chiede quindi continuità su prevenzione, videosorveglianza e circolazione tempestiva delle segnalazioni. La richiesta del distretto è garantire alle aziende condizioni di lavoro sicure, senza trasformare gli stabilimenti in strutture permanentemente blindate.