Portare la creatività negli ambienti sanitari per renderli più accoglienti e trasmettere sensazioni positive. È l’obiettivo del Progetto C.A.R.E., acronimo di Cura e Arte per Risvegliare le Emozioni, nato dalla collaborazione tra l’Asl Toscana Sud Est, il Liceo Artistico dell’Istituto di Istruzione Superiore Benedetto Varchi di Montevarchi e il Calcit Valdarno.
L’iniziativa ha coinvolto gli spazi dell’Ospedale Santa Maria alla Gruccia e, più in generale, le Case della Comunità del Valdarno. Il progetto punta a migliorare il benessere di chi frequenta quotidianamente le strutture di cura, attraverso opere realizzate dagli studenti e un percorso capace di unire formazione, espressione personale e attenzione alla persona.
Tele e immagini nei percorsi di cura
Due classi seconde del Liceo Varchi, nell’ambito delle attività del laboratorio artistico, hanno realizzato 32 tele dipinte con colori e soggetti legati a emozioni e significati differenti. Una classe terza dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale ha invece sviluppato un progetto fotografico all’interno del laboratorio dell’istituto, reinterpretando celebri opere d’arte con uno sguardo contemporaneo.
I due percorsi sono stati coordinati dalle docenti Silvia Frosinini e Stella Papini. Il primo ha portato alla produzione di dipinti in acrilico su tela, mentre il secondo ha dato vita a una serie di scatti fotografici ispirati alla storia dell’arte. Le opere sono state pensate per essere inserite negli ambienti sanitari, con l’intento di contribuire a trasformare pareti e spazi di passaggio in luoghi più personali e meno impersonali.
La collaborazione tra scuola e sanità
Per Patrizia Bobini, direttrice del Presidio Ospedaliero, l’inaugurazione è stata anche un momento di riconoscimento per l’impegno degli studenti, dei docenti e delle realtà coinvolte. Secondo la dirigente, l’iniziativa arricchisce l’ospedale non soltanto con opere artistiche, ma anche con un messaggio di vicinanza e sensibilità.
Laura Gambassi, dirigente Infermieristica Ospedale e Territorio del Valdarno, ha sottolineato il valore dell’incontro tra le nuove generazioni e il mondo della sanità. L’obiettivo, ha spiegato, è portare la creatività all’interno dell’ospedale e delle strutture territoriali, favorendo ambienti più accoglienti e attenti anche alla dimensione emotiva delle persone assistite.
Sulla stessa linea Elena Rebora, direttrice della Zona Distretto Valdarno, che ha evidenziato il contributo congiunto di insegnanti, studenti e Calcit Valdarno. L’associazione, rappresentata dal presidente Marco Ermini, ha confermato la disponibilità a sostenere iniziative destinate a migliorare gli ambienti di cura, riconoscendo a un dipinto o a una fotografia la possibilità di offrire un momento di sollievo.
Il progetto ha rappresentato anche un’occasione didattica per gli studenti, chiamati a lavorare su un contesto concreto e a confrontarsi con il valore della solidarietà e del dono. Le docenti Papini e Frosinini hanno ringraziato l’Asl Toscana Sud Est e il Calcit Valdarno per il sostegno, oltre agli alunni che hanno partecipato al percorso con impegno.