Svolta investigativa

Rapina a Montevarchi, misura cautelare per un 17enne

Il giovane avrebbe strappato un monile a una passante provocandole lievi abrasioni; decisive le registrazioni di un locale

Rapina a Montevarchi, misura cautelare per un 17enne

I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare delle prescrizioni nei confronti di un 17enne italiano, ritenuto responsabile di una rapina avvenuta lo scorso 28 luglio a Montevarchi. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale per i minorenni di Firenze, su richiesta conforme della Procura della Repubblica.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minorenne avrebbe seguito e raggiunto alle spalle una donna che stava camminando in strada. Con un gesto improvviso avrebbe afferrato con forza la collana e la maglietta della vittima, riuscendo a impossessarsi del medaglione in oro che indossava.

La violenza esercitata durante lo strappo avrebbe provocato alla donna lievi lesioni cutanee. Dopo aver preso il monile, il ragazzo si sarebbe allontanato rapidamente dal luogo della rapina. L’azione, finalizzata secondo l’ipotesi investigativa a procurarsi un ingiusto profitto, è stata ricostruita attraverso gli elementi raccolti dall’Arma.

Le immagini acquisite

Un ruolo centrale nell’indagine è stato svolto dalle immagini di videosorveglianza acquisite da un esercizio pubblico di Montevarchi. I filmati avrebbero consentito di documentare la dinamica dell’aggressione e di rilevare alcuni elementi dell’abbigliamento indossato dal presunto autore.

Ulteriori registrazioni hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire il percorso seguito dal ragazzo dopo il fatto e di individuare anche il mezzo utilizzato per allontanarsi. Gli accertamenti hanno quindi portato all’identificazione del minorenne, già gravato da precedenti di polizia, nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza.

La misura disposta dal giudice minorile non prevede, secondo quanto comunicato, la detenzione, ma una serie di prescrizioni. Il giovane dovrà mantenere regolari contatti con l’U.S.S.M. e con il servizio sociale del territorio, collaborare con il Centro per l’Impiego e con i servizi competenti per intraprendere e mantenere un percorso formativo o lavorativo, oltre a praticare con regolarità attività sportiva secondo le indicazioni concordate con i servizi territoriali.