Lezione sul campo

Studenti in e-bike tra natura e gestione del Casentino

A Camaldoli, 41 chilometri dedicati a briglie, corsi d’acqua, sicurezza idraulica, tutela ambientale.

Studenti in e-bike tra natura e gestione del Casentino

La montagna è diventata un’aula a cielo aperto per gli studenti dei corsi di laurea in Scienze Forestali e Ambientali e della magistrale in Scienze e Tecnologie dei Sistemi Forestali dell’Università di Firenze. L’iniziativa si è svolta nel territorio del Casentino, con un itinerario in e-bike dedicato alla conoscenza diretta degli interventi di gestione, manutenzione e tutela dell’ambiente montano.

Organizzata dal presidente del corso di laurea Giacomo Goli e dal docente Gianluca Bambi, la giornata ha portato gli studenti fuori dalle aule universitarie per confrontarsi con enti e istituzioni impegnati nella conservazione del territorio. Il percorso è partito da Badia Prataglia e si è sviluppato per 41 chilometri, con diverse tappe dedicate alla sicurezza del territorio, alla mobilità sostenibile e alla salvaguardia della biodiversità.

Il sopralluogo tra le opere montane

Una delle tappe principali si è svolta a Camaldoli, dove gli studenti hanno incontrato i rappresentanti del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. La presidente Serena Stefani e l’ingegnere Enrico Righeschi, caposettore dell’Area Manutenzioni, hanno illustrato un intervento realizzato all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Al centro dell’incontro sono stati i lavori per il ripristino delle briglie montane sul Fosso della Bernardina e sul Fosso di Camaldoli. Sul posto sono state affrontate le tecniche di gestione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua in ambiente montano, insieme alla necessità di conciliare la funzionalità delle opere con le caratteristiche naturali dell’area. La manutenzione, è stato spiegato, deve tenere conto anche della tutela della biodiversità e delle difficoltà di accesso ai diversi siti.

Nuovi interventi e collaborazione

Durante il confronto è stato annunciato che, grazie a un finanziamento regionale, la manutenzione del Fosso di Camaldoli proseguirà con nuovi lavori sulle opere esistenti. La progettazione dovrà individuare soluzioni con il minore impatto possibile, mantenendo l’equilibrio tra sicurezza, efficienza delle infrastrutture e protezione dell’ambiente.

La giornata ha offerto inoltre l’occasione per discutere della gestione degli interventi nelle aree montane e delle più recenti novità legislative europee, anche con il contributo del docente Federico Preti, conoscitore del territorio casentinese. Il confronto rientra nella collaborazione avviata tra l’Università di Firenze e il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, con l’obiettivo di avvicinare la formazione al mondo professionale.

Per gli studenti, l’esperienza ha rappresentato un modo per osservare direttamente le problematiche legate alla gestione del reticolo idrografico e alla mitigazione del rischio idraulico. Per gli enti coinvolti, il percorso ha ribadito l’importanza di formare competenze capaci di integrare aspetti ingegneristici, ambientali e conoscenza del territorio, in un contesto segnato dalle criticità climatiche.