Vita pendolare

Tre anni da dirigente tra Treviso e Arezzo: la sfida di Elisabetta

Madre di tre figli, ha affrontato ogni settimana il viaggio verso il Veneto mantenendo il rapporto con la famiglia attraverso videochiamate e compiti condivisi.

Tre anni da dirigente tra Treviso e Arezzo: la sfida di Elisabetta

Per tre anni ha lavorato lontano da casa, dividendo la propria vita tra Arezzo e Codognè, in provincia di Treviso. Elisabetta Batini, oggi dirigente del polo scolastico di Poppi, ha raccontato l’esperienza vissuta alla guida di un istituto comprensivo veneto, incarico ottenuto dopo il concorso nazionale per dirigenti scolastici.

La scelta di partecipare alla selezione è maturata dopo quasi vent’anni di insegnamento, con il desiderio di mettere a disposizione le competenze acquisite e assumere maggiori responsabilità. Il meccanismo di assegnazione delle sedi l’ha portata in Veneto, regione indicata per affinità culturale e per alcuni legami personali. Il 22 agosto 2019 le è stata comunicata la destinazione a Codognè, paese vicino a Conegliano, nel Trevigiano.

Per Batini il trasferimento ha rappresentato un cambiamento significativo rispetto alla precedente esperienza alla scuola IV Novembre di Arezzo, caratterizzata dalla presenza di molti studenti stranieri e da un percorso di integrazione giudicato positivo. La nuova dirigente ha dovuto affrontare anche l’impatto familiare ed economico della decisione: madre di tre figli, ha continuato a rientrare ogni fine settimana, sostenendo inoltre una riduzione di circa mille euro dello stipendio mensile.

Il legame con la famiglia

La sua settimana era organizzata intorno ai viaggi. La domenica partiva per raggiungere il Veneto, mentre il rientro ad Arezzo avveniva nel fine settimana. In alcuni periodi, racconta, arrivava a cenare con il marito e i figli, dormire poche ore e ripartire con il treno della notte, senza saltare un appuntamento con la famiglia.

La distanza è stata gestita anche grazie alla tecnologia. Ogni sera Elisabetta cenava in videochiamata con i familiari e seguiva i figli nello svolgimento dei compiti, mantenendo una presenza quotidiana nonostante i chilometri. Il primo alloggio in Veneto era stato trovato attraverso la rete della comunità scout, mentre in seguito ha cambiato abitazione durante il periodo trascorso nella provincia di Treviso.

Un’esperienza professionale intensa

Nel nuovo istituto la dirigente è riuscita a inserirsi rapidamente, costruendo rapporti con insegnanti, famiglie e studenti. Il lavoro ha contribuito a creare una comunità scolastica con la quale, anche dopo il ritorno in Toscana, ha mantenuto contatti stretti. Il rapporto con le persone incontrate durante l’incarico non si è quindi interrotto con la conclusione dell’esperienza.

Batini considera quel periodo particolarmente impegnativo, ma anche importante sul piano umano e professionale. La passione per l’attività scolastica e i risultati ottenuti nel percorso condiviso con il personale e le famiglie le hanno consentito, a suo giudizio, di superare le difficoltà legate alla distanza. Ancora oggi segue le vicende della scuola veneta e ha inviato un messaggio di augurio in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Alla collega Lorenza, in procinto di intraprendere un percorso simile, affida un consiglio basato sulla propria esperienza: cogliere gli aspetti positivi di una scelta impegnativa, considerata capace di offrire l’occasione per esprimere al meglio le proprie competenze.