Il carcere di San Benedetto presenta una situazione paradossale: nonostante i posti disponibili siano 108, solo 22 sono agibili per i 41 detenuti attuali. Questo ha spinto i consiglieri comunali della Lega, Cristina Ceccarelli e Francesco Campa, a richiedere un intervento del Garante dei detenuti regionale, Giuseppe Fanfani, per far ripartire i lavori di ristrutturazione che si sono fermati a causa di problemi strutturali.
La sezione ristrutturata dell’istituto è chiusa da anni perché le porte delle celle non rispettano gli standard richiesti. Secondo quanto riportato dall’associazione Antigone, il carcere non presenta criticità legate al sovraffollamento o alle condizioni igienico-sanitarie, ma piuttosto a questioni architettoniche. I lavori di ristrutturazione sono iniziati sedici anni fa, ma il cantiere è rimasto fermo senza una nuova progettazione.
Richiesta di intervento
Fanfani ha sottolineato che il carcere di San Benedetto ha tutte le potenzialità per diventare uno dei migliori istituti della regione, grazie alla sua posizione nel tessuto urbano e al rapporto diretto tra operatori e detenuti, che favorisce il reinserimento. Tuttavia, il paradosso della chiusura della sezione ristrutturata è inaccettabile. I lavori di ampliamento, destinati ad accogliere un centinaio di detenuti, si trascinano da quindici anni, causando una carenza di spazi agibili e gravando sugli istituti vicini.
Fanfani ha invitato tutte le forze politiche a unirsi per fare pressione sul ministero della giustizia e sull’amministrazione penitenziaria, affinché la questione venga risolta. Ha evidenziato che il ministero e la Corte dei conti sono già stati informati della situazione, definita uno spreco di risorse pubbliche. La recente interrogazione parlamentare dell’onorevole Nisini rappresenta un primo passo verso la risoluzione di questa problematica, e Fanfani si augura che arrivi presto una risposta concreta.