Le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale di Arezzo, Francesco Lucacci, secondo cui “i giornali spesso e volentieri danno notizie false e infondate”, sono state definite dal consigliere comunale di Arezzo Vincenzo Ceccarelli come un’affermazione grave e inaccettabile. Ceccarelli ha stigmatizzato l’accaduto, sottolineando l’importanza della libertà di informazione.
“Generalizzare e screditare un’intera categoria professionale – ha dichiarato Ceccarelli – significa colpire uno dei pilastri della democrazia: la libertà di informazione”. Il consigliere ha espresso pieno sostegno alle parole del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, Giampaolo Marchini, che ha definito le affermazioni di Lucacci come una “caduta di stile” e un “errore democratico”.
Ceccarelli ha inoltre espresso solidarietà ai giornalisti presenti in aula e a tutti coloro che, ogni giorno, svolgono il proprio lavoro con serietà e professionalità, garantendo ai cittadini il diritto di essere informati. “Come in ogni professione possono esserci errori, ma è inaccettabile trasformare singoli episodi nel pretesto per delegittimare l’intera stampa”, ha aggiunto.
Il dovere di rispettare l’informazione
Il consigliere ha ribadito che chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di rispettare il ruolo dell’informazione, anche quando esercita il proprio diritto di critica. “Alimentare un clima di sospetto verso i mezzi di informazione – ha proseguito – utilizzando stereotipi, indebolisce il rapporto di fiducia tra cittadini e stampa”.
Ceccarelli ha concluso evidenziando che non si tratta di un episodio isolato, ma di un trend più ampio: “Da tempo la destra, ad Arezzo come a livello nazionale, mostra un rapporto sempre più difficile con il pluralismo dell’informazione e con il ruolo di controllo che una stampa libera esercita nei confronti del potere”.
Infine, ha sottolineato che “la libertà di stampa non è un privilegio dei giornalisti: è un diritto dei cittadini” e ha esortato a difenderla sempre, soprattutto quando viene messa in discussione da chi rappresenta le istituzioni.