Quadro locale

Export forte, servizi e benessere ancora indietro

Il distretto orafo resta primo in Italia, ma il confronto tra generazioni e il caro casa evidenzia squilibri.

Export forte, servizi e benessere ancora indietro

Le classifiche più recenti restituiscono il profilo di una provincia dai risultati disomogenei. Da una parte ci sono la capacità produttiva, l’apertura ai mercati internazionali e il peso del sistema culturale; dall’altra emergono difficoltà nella qualità dei servizi, nell’offerta per gli anziani e nella trasformazione della ricchezza in benessere quotidiano. Il quadro riguarda il territorio di Arezzo e mette in evidenza una crescita non uniforme.

La forza dell’economia

Il sistema culturale e creativo rappresenta l’8,1% del valore aggiunto provinciale, un’incidenza che colloca il territorio al quarto posto in Italia, dietro Milano, Roma e Torino. La filiera pesa anche sull’occupazione, con l’8,2% degli occupati impegnati in attività legate a creatività, design, artigianato, moda, comunicazione e imprese culturali. Il patrimonio culturale, quindi, si intreccia con una componente economica significativa.

Il distretto orafo mantiene una posizione di primo piano sui mercati esteri. Nei primi nove mesi del 2025 ha realizzato 3,636 miliardi di euro di esportazioni, pari al 37,2% dell’export orafo nazionale. Il rapporto tra esportazioni di beni e valore aggiunto supera inoltre il 118%, dato che assegna alla provincia il primo posto in Italia per questo indicatore. Una specializzazione così marcata rappresenta una risorsa, ma espone anche alle oscillazioni della domanda internazionale.

Le criticità sociali

Il quadro cambia quando l’analisi si sposta sulla qualità complessiva della vita. Nella graduatoria del Sole 24 Ore, Arezzo occupa il 44° posto su 107 province. Le posizioni nelle sei macroaree sono diverse: 25° per demografia e società, 47° per ricchezza e consumi, 50° per affari e lavoro, 57° per ambiente e servizi, 58° per giustizia e sicurezza e 60° per cultura e tempo libero. Il divario tra il peso economico della cultura e la posizione nell’offerta culturale segnala una difficoltà nel convertire le potenzialità in opportunità accessibili.

Particolarmente ampio è il divario tra le fasce d’età. Il territorio è al 15° posto per le condizioni dei bambini, ma scende al 77° per quelle degli anziani, con una distanza di 62 posizioni. Il dato richiama la necessità di rafforzare assistenza domiciliare, servizi di prossimità, trasporti, abitazioni adeguate e spazi sociali, così da contrastare il rischio di isolamento in una popolazione destinata a invecchiare.

Tra i giovani, il tasso di disoccupazione nella fascia tra 15 e 34 anni è del 5,1%, valore che vale il 13° posto nazionale. Restano però alcuni elementi di fragilità: la provincia è 27ª per la quota di laureati tra 25 e 39 anni e 29ª per i Neet, che rappresentano il 10% dei giovani non impegnati nello studio o nel lavoro. Anche l’autonomia abitativa è condizionata dal costo degli affitti, con una casa in zona semicentrale che assorbe il 27,11% del reddito disponibile.

A pesare sulle famiglie è infine l’aumento della spesa. Nel 2025 Arezzo risulta la settima città italiana per incremento dei costi, con circa 541 euro di maggiore esborso annuo per una famiglia media. Nel complesso, le classifiche descrivono una provincia con una solida base economica, ma ancora impegnata a trasformare questa forza in attrattività, servizi e qualità della vita.