La Procura di Arezzo ha chiuso le indagini sull’omicidio di Gjergj Pergegaj, muratore albanese di 29 anni ucciso a colpi di pistola nella notte del 20 marzo. Per il delitto è accusato Edison Beluli, 35 anni, anche lui originario dell’Albania e residente a Frassineto. L’uomo dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rischia la pena dell’ergastolo.
Il fatto è avvenuto intorno alle 23.30 a Olmo, frazione del comune di Arezzo, nella piazzola di sosta vicino alla grande rotatoria alle porte della città. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Beluli avrebbe esploso quattro colpi di pistola contro Pergegaj davanti alla pizzeria dove lavorava la donna al centro della contesa. La ragazza, che in precedenza aveva avuto una relazione con la vittima e successivamente con l’indagato, era presente al momento della sparatoria.
La contestazione della premeditazione
Al centro dell’accusa c’è la presunta premeditazione. Secondo il pubblico ministero Emanuela Greco, Beluli si sarebbe procurato una pistola Glock nei giorni precedenti al delitto, con l’intenzione di uccidere il rivale. Le indagini hanno inoltre ricostruito un progressivo deterioramento dei rapporti tra i due uomini, che in passato erano stati amici e colleghi nel settore dell’edilizia.
Le loro famiglie si conoscevano e entrambi risultavano incensurati. La situazione sarebbe degenerata a causa del rapporto con la stessa donna, in un crescendo di contrasti e tensioni. Gli elementi raccolti dalla Procura hanno consentito di procedere con il rito immediato cautelare, previsto quando l’indagato è detenuto e il quadro investigativo viene ritenuto già sufficientemente definito, evitando l’udienza preliminare.
L’arresto e il procedimento
Beluli è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura nelle ore successive all’omicidio, mentre vagava a Lignano. Dopo il fermo è stato trasferito nel carcere di Arezzo, dove si trova detenuto. La Procura sostiene che sia lui l’autore degli spari che hanno causato la morte di Pergegaj.
Il procedimento proseguirà davanti alla Corte d’Assise. Il giudice per le indagini preliminari Claudio Lara ha fissato l’udienza per il 10 ottobre. In quella sede saranno esaminate le accuse contestate all’imputato e gli elementi raccolti durante l’inchiesta, compresa la presunta acquisizione dell’arma nei giorni antecedenti al delitto.