Domenica 6 settembre, in occasione della 150ª edizione della Giostra del Saracino, la lizza non sarà lasciata vuota durante l’esecuzione di Terra d’Arezzo, l’inno della manifestazione. Al termine della sfida, dopo l’uscita dei cavalieri di casata, la terra battuta ospiterà un nuovo schieramento composto da tamburi, bandiere, figuranti e dalla lancia d’oro.
La modifica riguarderà esclusivamente la cornice della cerimonia e non cambierà il momento dell’esecuzione dell’inno né il palinsesto della Giostra. Il progetto è stato messo a punto dal coordinatore di regia Enrico Lazzeri e approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Giostra, in vista di un appuntamento considerato particolare per il traguardo delle 150 edizioni.
Il nuovo schieramento sulla lizza
Il meccanismo scatterà subito dopo il passaggio dei cavalieri di casata. In passato, durante Terra d’Arezzo, la lizza veniva animata anche dalla loro presenza; in seguito, per ragioni di sicurezza legate al nervosismo dei cavalli provocato dal rullio dei tamburi e dallo squillare delle chiarine, si è scelto di liberare la pista della sfida al Buratto.
Questa volta i fanti del Comune, gli Sbandieratori e il Gruppo Musici lasceranno le posizioni abituali per comporre un corridoio lungo la lizza, creando un asse scenografico all’interno della piazza. Gli alfieri degli Sbandieratori si disporranno alle spalle dei figuranti già presenti, mentre sul fondo troveranno posto vessilliferi, valletti e il valletto incaricato di portare la lancia d’oro.
Il trofeo dedicato ai 750 anni del conclave aretino sarà collocato al centro della lizza, in una posizione idealmente centrale rispetto alla piazza. I figuranti dei quattro quartieri, invece, resteranno nei rispettivi posti. Il nuovo disegno coinvolgerà dunque soprattutto i gruppi che accompagnano la cerimonia, senza modificare lo schieramento dei quartieri né il copione della Giostra.
Un intervento limitato alla cerimonia
Una volta completato il movimento, l’araldo annuncerà come sempre l’esecuzione di Terra d’Arezzo. A quel punto i tamburi inizieranno il rullo e gli alfieri porteranno avanti le bandiere con un movimento a cascata, dal fondo dello schieramento verso il Buratto. Sarà quindi il capogruppo dei Musici a dare l’attacco all’inno.
La preparazione del nuovo assetto dovrebbe richiedere circa un minuto, o poco più, tra l’uscita dei cavalieri e l’avvio della cerimonia. Al termine del brano, tutti torneranno nelle rispettive posizioni. La variazione durerà quindi soltanto il tempo necessario a celebrare l’inno in una veste diversa.
L’obiettivo dichiarato è dare maggiore risalto alla musica, alle bandiere e alla centralità della lancia d’oro, senza modificarne il significato. La Giostra resta legata a una regia costruita nel tempo attraverso sequenze, posizioni e gesti riconoscibili dal pubblico. Per questo la modifica è stata pensata come un’eccezione legata alla 150ª edizione, e non come un cambiamento permanente del disciplinare.
La cerimonia proporrà così un’immagine diversa dal consueto ritorno al vuoto della lizza dopo la sfida. Per pochi minuti, il campo sarà attraversato da uomini, tamburi e bandiere, con la lancia d’oro al centro, prima che la manifestazione torni al suo assetto abituale.