Incontro letterario

Arezzo ospita Sabrin Hasbun e il suo legame con la Palestina

Alla Feltrinelli, alle 18, l’autrice presenta un esordio tra Ramallah, Toscana e Regno Unito.

Arezzo ospita Sabrin Hasbun e il suo legame con la Palestina

È in programma oggi, 13 settembre 2026 alle 18, alla Libreria Feltrinelli di Arezzo, la presentazione di Sabrin Hasbun, giornalista e scrittrice palestinese. L’appuntamento sarà dedicato al suo primo romanzo, Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono. A moderare l’incontro saranno Randa Ghazy e Giuseppe Giorgi delle Acli Arezzo. L’ingresso è libero.

Una storia tra due Paesi

Hasbun è nata nel 1989 vicino a Gerusalemme da padre palestinese e madre italiana. Ha trascorso l’infanzia tra Palestina e Italia e oggi vive nel Regno Unito. Dopo gli studi in Letteratura all’Università di Pisa e alla Sorbona, ha conseguito un dottorato in Scrittura creativa e Storia alla Bath Spa University. Attualmente insegna alla Cardiff Metropolitan University, dove si occupa di processi creativi e scrittura collettiva come strumenti per recuperare la storia dei gruppi marginalizzati e sviluppare strategie di decolonizzazione.

Il romanzo, nato come progetto di dottorato e premiato con il Footnote X Counterpoints Writing Prize 2023-24, prende avvio dal ritorno di Anna e della figlia Sabrin nella casa di Ramallah, dopo dodici anni di assenza. Al posto dei ricordi dell’infanzia trovano muri coperti di muffa e un ambiente segnato dal tempo. Tra i libri dimenticati e una scatola rossa colma di lettere, la giovane protagonista cerca le tracce della madre e della propria storia.

Dalla Toscana alla Palestina

La vicenda procede a ritroso fino alla Toscana degli anni Sessanta, quando Anna lascia la Ventoruccia, la cascina dove è cresciuta nella campagna di Grosseto, per trasferirsi a Firenze e studiare. Qui incontra Rami, studente palestinese dell’Accademia di Belle Arti. La relazione tra i due porterà Anna a Betlemme nel 1981, in un Paese attraversato dal conflitto ma ancora legato all’idea di bellezza e giustizia.

Il racconto segue la costruzione di una famiglia sospesa tra due mondi: le nascite dei figli, l’occupazione, il coprifuoco, le giornate sul lago di Tiberiade e i ritorni in Italia si intrecciano con gli eventi della storia, dalla guerra dei Sei giorni alle mobilitazioni per il diritto all’aborto, fino alla prima intifada e alla moltiplicazione delle frontiere. Molti anni dopo, Sabrin prova a ricomporre quel mosaico di memorie e si confronta con la malattia, la perdita, il muro tra Israele e Palestina e la divisione invisibile tra le sue identità.