L’ictus cerebrale è oggi la seconda causa di morte e la prima di disabilità e perdita dell’autosufficienza. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, una persona su quattro rischia di essere colpita nel corso della vita e in Italia si registrano oltre 100mila casi ogni anno. A un anno dall’evento, la mortalità si colloca tra il 40 e il 50 per cento; tra i sopravvissuti, tre persone su quattro riportano una disabilità e la metà perde completamente la propria autonomia.
Formazione e raccolta fondi
Per affrontare l’impatto sanitario e sociale della patologia, i Lions e Leo Club di Arezzo, in collaborazione con il Calcit, hanno promosso un progetto che unisce informazione sul territorio e sostegno alle strutture sanitarie. La presentazione è prevista sabato 24 ottobre alle 10 al Circolo Tennis Giotto di Arezzo, in via Divisione Garibaldi 20. L’incontro sarà aperto al pubblico e sarà dedicato ai fattori di rischio e al riconoscimento tempestivo dei sintomi.
Nel caso dell’ictus, la rapidità dell’intervento è decisiva. Ogni minuto dall’esordio dei sintomi comporta la perdita irreversibile di circa 1,9 milioni di neuroni, mentre ogni ora trascorsa prima dell’avvio del trattamento fibrinolitico equivale, sul piano biologico, a un invecchiamento dell’organismo di 3,6 anni. Oltre la metà dei pazienti, tuttavia, arriva in Pronto soccorso con uno o due giorni di ritardo, spesso per il mancato riconoscimento dei campanelli d’allarme. La cosiddetta finestra d’oro di 4-6 ore dall’esordio è determinante per ridurre i danni neurologici.
Il sostegno alla Stroke Unit
La provincia di Arezzo fa riferimento a due strutture per la gestione dei pazienti colpiti da ictus: il Pronto soccorso dell’ospedale La Gruccia di Montevarchi, per il Valdarno, e la Neurologia con Stroke Unit dell’ospedale San Donato, a copertura del resto del territorio provinciale. Per migliorare la gestione dei casi più critici al San Donato di Arezzo, Lions e Leo Club hanno avviato una raccolta fondi da 30mila euro.
Le risorse serviranno ad acquistare un ecodoppler di ultima generazione, che consentirebbe all’équipe medica di effettuare diagnosi e valutazioni direttamente al letto del paziente nella Stroke Unit, evitando spostamenti potenzialmente rischiosi. Alla dotazione tecnologica si affiancherà una campagna di sensibilizzazione rivolta a scuole, associazioni di categoria, centri di aggregazione sociale e ordini professionali.
Tra le indicazioni al centro dell’attività informativa figurano il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del consumo di sale e una camminata quotidiana di mezz’ora, associata a una riduzione del rischio del 25 per cento. Secondo l’Oms, interventi di prevenzione e cambiamenti nello stile di vita potrebbero contribuire a evitare fino al 90 per cento degli ictus.
Il presidente del Lions Club Mecenate, Fulvio Baldassarri, ha sottolineato che l’obiettivo è dare risposte concrete ai bisogni della collettività e incidere sugli esiti della patologia, riducendo nel tempo decessi e invalidità. Una conferenza stampa sull’iniziativa è in programma mercoledì 21 ottobre alle 12 in piazza San Jacopo, nella sede del Calcit, che collabora al progetto.