Il cantiere della maxi-rotatoria di via Fiorentina ad Arezzo sta avendo conseguenze sulle attività commerciali della zona. Secondo la ricognizione realizzata da Confcommercio, alcuni esercizi hanno registrato una riduzione degli incassi arrivata fino al 35%, mentre l’incertezza sulla durata degli interventi sta frenando assunzioni, investimenti e progetti di sviluppo.
Le testimonianze dei commercianti
Salvatore Billi, titolare di uno storico esercizio gastronomico, riferisce di un fatturato diminuito del 35% rispetto ai primi mesi di apertura. L’imprenditore spiega di aver scelto di investire nell’area e di voler continuare a farlo, ma chiede maggiori certezze sul ritorno degli investimenti e sul ruolo delle istituzioni nel sostenere le imprese e l’occupazione.
Dal suo punto vendita, Billi contesta anche l’idea che il cantiere abbia favorito i commercianti. Il riferimento è alle dichiarazioni del vicesindaco Gamurrini, che aveva parlato di rilevazioni dalle quali non sarebbe emersa una penalizzazione generalizzata, citando anche attività con incassi in crescita. Il titolare invita a confrontare i fatturati e sottolinea che il calo ha avuto conseguenze anche sul personale: otto posti di lavoro in meno, già ricollocati in altri locali.
Anche Silvia Ciardi, che gestisce una panetteria con pasticceria e ristorazione, segnala una contrazione del fatturato, pari al 18%. La vicinanza con Arezzo Fiere e Congressi consente di recuperare parte dell’attività durante fiere, concorsi ed eventi, ma nei giorni ordinari il passaggio è ridotto. La titolare spiega che i clienti abituali continuano a raggiungere il locale, mentre chi ha tempi stretti rinuncia più facilmente a percorrere itinerari alternativi. La diminuzione dei ricavi non ha consentito di confermare un contratto part-time a tempo indeterminato.
L’impatto sull’area commerciale
I lavori per la rotatoria sono iniziati a maggio 2025 e la conclusione non ha ancora una prospettiva definita. Per gennaio il vicesindaco ha annunciato il ribaltamento del cantiere, con l’apertura dell’accesso laterale verso San Leo e la chiusura dell’ingresso in via Fiorentina per chi arriva dalla tangenziale, nella zona dell’Orciolaia.
La modifica dei percorsi ha spinto molti automobilisti a transitare dallo svincolo autostradale, da Pratacci e da Montione, riducendo il passaggio davanti agli esercizi dell’area interessata. Nel tratto compreso tra il semaforo di San Leo e il cantiere si trovano circa 50 attività con vetrina sulla strada; una trentina sono concentrate nella fascia ritenuta più penalizzata.
Catiuscia Fei, direttrice aggiunta di Confcommercio, stima che considerando una media di 3,5 addetti per impresa siano coinvolte le prospettive lavorative di almeno 500 persone. Una decina delle attività presenti è costituita da esercizi di somministrazione, particolarmente dipendenti dal passaggio dei clienti. Per l’associazione di categoria, la mancanza di tempi certi non incide soltanto sugli incassi, ma blocca anche assunzioni, investimenti e programmi di crescita. La richiesta all’amministrazione è di garantire una gestione efficace del cantiere e scadenze attendibili, evitando che il costo economico e sociale dell’incertezza ricada esclusivamente sulle imprese.