DSP interviene sulla crisi del comparto orafo di Arezzo dopo le recenti prese di posizione di Lucia Tanti e del sindaco Agnelli. Il movimento esprime apprezzamento per il riconoscimento delle difficoltà che da tempo interessano il settore, ma invita gli amministratori a passare rapidamente dalle dichiarazioni alle iniziative concrete.
La richiesta al Governo
Secondo DSP, il comparto vive una crisi sostanziale e il tessuto produttivo aretino non sarebbe in grado di assorbire un eventuale esubero di lavoratori del settore orafo. Il movimento sostiene di segnalare la situazione già dal 2020 e chiede ora che il tema venga affrontato nelle sedi istituzionali competenti.
La prima richiesta riguarda una proroga della cassa integrazione in deroga. Le aziende, afferma DSP, affrontano difficoltà che si protraggono oltre il periodo coperto dall’ammortizzatore sociale, senza che le conseguenze siano riconducibili a loro responsabilità. Per questo, i lavoratori non dovrebbero essere lasciati senza tutela mentre il comparto attende un miglioramento della situazione.
Il richiamo alle risorse pubbliche
Nel documento, il movimento collega le difficoltà del distretto alle conseguenze economiche dei dazi e delle politiche legate alla guerra. DSP contesta la priorità assegnata alle spese militari e domanda perché non possano essere stanziate risorse anche per sostenere la cassa integrazione e mantenere in attività le imprese che stanno pagando il prezzo di una crisi non voluta.
Il sostegno al lavoro aretino, conclude DSP, non può rimanere uno slogan. Il movimento chiede un impegno concreto e verificabile da parte degli amministratori e dei loro referenti al Governo. In caso di iniziative effettive, assicura il proprio sostegno; diversamente, annuncia che continuerà a denunciare pubblicamente l’assenza di risultati.