Musica e mito

Alessandro Preziosi porta Orfeo al Teatro Petrarca di Arezzo

Il melologo di Silvia Colasanti sarà interpretato con il Quartetto Eos nell’ambito dell’Arezzo Youth Music Festival.

Alessandro Preziosi porta Orfeo al Teatro Petrarca di Arezzo

Prosegue ad Arezzo l’Arezzo Youth Music Festival, rassegna dedicata ai nuovi protagonisti della musica classica internazionale, in prevalenza under 35. L’appuntamento è in programma alle 20 al Teatro Petrarca, dove sarà presentato il melologo Orfeo della compositrice Silvia Colasanti.

La produzione, realizzata appositamente per il festival, sarà interpretata dall’attore Alessandro Preziosi. La recitazione si unirà all’esecuzione del Quartetto Eos, diretto da Enrico Pagano. Il programma prevede anche il Quartetto per archi n. 4 op. 18 di Beethoven.

Il mito tra parola e musica

Il lavoro di Colasanti prende spunto dal racconto di Orfeo tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Al centro c’è la vicenda dell’uomo che, spinto dall’amore, si volta verso la propria compagna. La messa in scena propone una formula multidisciplinare, nella quale la parola recitata e la musica concorrono alla narrazione.

Preziosi ha descritto il testo come una storia dalla forte componente drammatica, capace di rivolgersi anche al pubblico più giovane e in particolare agli adolescenti. Secondo l’attore, il mito conserva elementi accessibili alla sensibilità contemporanea e può diventare uno strumento per avvicinare i ragazzi al teatro e alla musica.

Una composizione contemporanea

Nel progetto, Orfeo viene presentato anche come una figura legata a più forme d’arte, capace di unire scrittura, musica e interpretazione. Preziosi ha sottolineato il ruolo della Fondazione Guido d’Arezzo nella costruzione di una proposta che affianca divulgazione e spettacolo.

Enrico Pagano, componente del Quartetto Eos, ha evidenziato il rapporto con Silvia Colasanti, autrice con la quale ha già collaborato. A suo giudizio, la composizione può essere ascoltata sia da chi possiede una conoscenza della musica sia da chi entra in teatro per la prima volta, proponendo una lettura attuale di un mito con oltre duemila anni di storia.