ALLARME RURALE

Arezzo, il comparto agricolo chiede risposte su costi e fauna

Veronica Ambrosino critica il ministro Lollobrigida e denuncia difficoltà per allevatori, viticoltori e olivicoltori della provincia.

Arezzo, il comparto agricolo chiede risposte su costi e fauna

La mobilitazione nazionale degli agricoltori riaccende l’attenzione sulle difficoltà del comparto anche nel territorio di Arezzo. A intervenire è Veronica Ambrosino, presidente del Comitato Resistenza Pastorale, che esprime solidarietà ai lavoratori impegnati nelle proteste e richiama le istituzioni sulle condizioni di allevatori e aziende agricole della provincia.

Nel suo intervento, Ambrosino contesta le recenti dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sui blocchi stradali e sui disagi provocati ai consumatori. Secondo la presidente del comitato, il dibattito sulla legittimità delle proteste non dovrebbe oscurare la crisi vissuta quotidianamente da imprese zootecniche e agricole, alle prese con rincaro del gasolio, costi energetici elevati e prezzi di vendita ritenuti insufficienti.

Costi e prezzi sotto pressione

La situazione, sostiene il Comitato Resistenza Pastorale, riguarda filiere considerate centrali per l’economia rurale aretina, tra cui zootecnia, viticoltura e olivicoltura. Da una parte, l’aumento delle spese per carburante, energia e lavorazioni stagionali riduce i margini delle imprese; dall’altra, i produttori si troverebbero a cedere le merci a valori inferiori ai costi sostenuti.

Ambrosino attribuisce una parte delle difficoltà anche alle dinamiche lungo la filiera e alla concorrenza di prodotti importati a basso costo. Si tratta di valutazioni espresse dal comitato, che chiede un confronto con la Regione e con le istituzioni locali per affrontare i costi di produzione, la concorrenza e le condizioni economiche delle aziende.

Predazioni e fauna selvatica

Tra le emergenze indicate figura anche la presenza della fauna selvatica. Il comitato segnala in particolare i danni provocati, a suo avviso, dagli attacchi dei lupi e dalla proliferazione degli ungulati, con conseguenze sui pascoli e sulle stalle. Gli allevatori, viene riferito, lamentano perdite per gli animali uccisi o feriti, oltre alla mancanza di misure preventive ritenute efficaci e di indennizzi tempestivi.

La presidente sottolinea che l’assenza di trattori e blocchi stradali nei comuni della provincia non sarebbe indicativa di una soluzione dei problemi. Il silenzio delle vallate, secondo la sua lettura, rifletterebbe piuttosto una situazione di rassegnazione e il rischio di un progressivo abbandono delle attività agricole e pastorali.

Il Comitato Resistenza Pastorale sollecita quindi un tavolo urgente con gli enti territoriali e chiede interventi sulla gestione della fauna selvatica, sulle predazioni e sulla sostenibilità economica delle aziende. L’obiettivo indicato è evitare la chiusura delle attività e preservare il ruolo di agricoltori e pastori nella manutenzione del territorio aretino.