L’agricoltura aretina è stata rappresentata a Roma, davanti a Montecitorio, nella mobilitazione nazionale I conti non tornano, promossa da Cia-Agricoltori Italiani. Alla manifestazione ha partecipato una delegazione di Cia Arezzo guidata dalla presidente Serena Stefani e dal direttore Massimiliano Dindalini, con l’obiettivo di chiedere all’Unione europea risorse adeguate e garanzie concrete per il settore primario.
Al centro della protesta c’è la proposta di bilancio europeo per il periodo successivo al 2027. Secondo Cia, il documento non prevederebbe risorse aggiuntive per l’agricoltura e prospetterebbe una riduzione di quasi il 30% della riserva di crisi agricola. Una prospettiva ritenuta preoccupante per le imprese, chiamate ad affrontare costi di produzione elevati, cambiamenti climatici, difficoltà nella disponibilità delle risorse idriche e problemi legati alla continuità e alla redditività delle attività.
Le richieste per il settore
Per la presidente Serena Stefani, le decisioni assunte a livello europeo avranno conseguenze dirette anche sul territorio aretino. Una riduzione delle risorse e delle garanzie della politica agricola comune, ha sostenuto, rischierebbe di aumentare la pressione sulle aziende proprio mentre sono impegnate a investire, innovare e rispondere a sfide sempre più complesse.
La richiesta dell’organizzazione è che la futura Pac mantenga una dimensione realmente comune e autonoma, con un bilancio adeguato e indicizzato all’inflazione. Cia Arezzo sollecita inoltre strumenti efficaci per la gestione dei rischi climatici e sanitari e un orientamento dei sostegni verso le imprese agricole attive. L’obiettivo dichiarato è evitare che una maggiore frammentazione delle risorse nazionali produca disparità tra gli agricoltori dei diversi Paesi europei.
Il tema riguarda da vicino la provincia di Arezzo, caratterizzata da produzioni diversificate e da aziende che svolgono una funzione economica, ambientale e sociale. Dalle coltivazioni della Valdichiana alle imprese del Valdarno, del Casentino e della Valtiberina, il comparto contribuisce alla qualità del paesaggio, alla manutenzione del territorio e alla tenuta delle comunità rurali.
Il ruolo delle aree rurali
Secondo il direttore Massimiliano Dindalini, agli agricoltori non si può chiedere di garantire cibo di qualità, sostenibilità ambientale e presidio delle aree interne senza mettere a disposizione strumenti adeguati. La Pac, ha sottolineato, non rappresenta soltanto una misura di sostegno economico, ma una scelta strategica per il futuro dell’Europa e dei suoi territori.
La mobilitazione di Roma rilancia così la richiesta di trasformare gli impegni politici in garanzie concrete, assicurando alle imprese stabilità, prospettive e condizioni eque di competizione. Per Cia Arezzo, una riduzione delle risorse destinate al comparto non avrebbe effetti soltanto sui produttori, ma potrebbe incidere anche sulla qualità del cibo, sulla vitalità delle campagne e sul futuro delle comunità locali.