È stato rinnovato per altri 36 mesi il protocollo di collaborazione tra Zero Spreco di AISA Impianti, Coldiretti Arezzo, Fraternita dei Laici e Tenute di Fraternita. L’accordo prosegue il percorso avviato con il primo protocollo firmato nel marzo 2023 e riguarda lo studio dell’impiego dell’ammendante naturale Amelia, prodotto nella centrale di recupero totale di San Zeno, nei terreni della Fraternita.
Il progetto punta a verificare gli effetti dell’utilizzo continuativo del prodotto sulla fertilità del suolo e sulla produttività agricola. La sperimentazione sarà condotta su superfici rappresentative, gestite secondo i criteri dell’agricoltura biologica, e interesserà alcune colture rilevanti per il territorio aretino: vigneti, oliveti, meleti e ortaggi.
Le verifiche sui terreni
Nel corso dei prossimi tre anni saranno misurati l’incremento della sostanza organica presente nei suoli, le rese quantitative e qualitative dei raccolti, il rapporto tra costi e benefici e la capacità delle piante di resistere agli stress termici e alla carenza d’acqua. Le analisi proseguiranno sulla base delle verifiche svolte durante il primo biennio, che hanno registrato un forte aumento della sostanza organica nei terreni sottoposti a fertilizzazione continuativa.
Secondo il protocollo, AISA Impianti fornirà l’ammendante biologico Amelia e curerà le analisi chimico-fisiche di laboratorio sui campioni di terreno. Tenute di Fraternita metterà a disposizione gli appezzamenti, il personale aziendale e i mezzi agricoli necessari alla distribuzione del prodotto.
Coldiretti Arezzo parteciperà attraverso i propri tecnici agronomici, incaricati di effettuare i rilievi, predisporre i piani di fertilizzazione, seguire le diverse fasi di sviluppo delle piante e redigere la relazione conclusiva dello studio.
Il contesto ambientale
Nel presentare il rinnovo dell’intesa, i promotori hanno collegato la ricerca agli obiettivi di economia circolare e riduzione dell’impatto ambientale. L’ammendante viene ottenuto dal recupero e dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti, per poi essere reimpiegato nei terreni attraverso controlli sulla qualità del prodotto e del suolo.
Le Tenute di Fraternita dispongono di 1.300 ettari, con oltre 10.000 piante di olivo e 45 ettari di vigneto. La struttura, che opera in agricoltura biologica, partecipa al progetto anche con l’obiettivo di valutare pratiche di agricoltura rigenerativa, orientate all’aumento del carbonio organico e al miglioramento della componente microbiologica del terreno.
Coldiretti ha inoltre richiamato il progressivo impoverimento della sostanza organica nei suoli italiani, indicato come uno dei fattori che riducono la vitalità microbiologica e la resilienza delle colture. Il monitoraggio dovrà quindi stabilire se il recupero di materia organica attraverso Amelia possa contribuire a ridurre il ricorso ai concimi chimici di sintesi e a sostenere produzioni agricole più resilienti.