Il prezzo del gasolio continua a rimanere elevato, nonostante il recente sconto di 0,17 centesimi introdotto dal governo. Solo otto stazioni di rifornimento nel raggio di dieci chilometri dal centro città sono riuscite a scendere sotto la soglia dei 2 euro al litro. Questo scenario si presenta alla vigilia delle vacanze di agosto, quando gli automobilisti aretini si trovano a fronteggiare costi sempre più alti.
Il gasolio ha raggiunto un prezzo medio di 2,18 euro al litro, un incremento che riporta ai livelli record del marzo 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il provvedimento del governo, che scade il 6 agosto, è stato adottato per cercare di contenere i costi, ma l’effetto sembra limitato. Dei 41 impianti di gasolio monitorati, solo otto hanno applicato il ribasso necessario per scendere sotto la soglia critica.
Le stazioni più economiche
Secondo i dati dell’Osservatorio carburanti del ministero delle imprese e del made in Italy, la stazione più economica si trova in via Turati, dove il gasolio è a 1,924 euro al litro. Seguono via Colombo a 1,934 euro, la stazione sulla statale Monte San Savino a Civitella Val Di Chiana a 1,970 euro, e altre stazioni che si attestano attorno ai 1,989 euro. Anche le pompe di via Dante e via Fiorentina sono riuscite a rimanere sotto i 2 euro, con un prezzo di 1,999 euro.
Nonostante il taglio dei prezzi, molti distributori non sono riusciti a scendere sotto la soglia dei 2 euro, evidenziando la difficoltà di contenere i costi. La situazione è ancora più critica per la benzina, il cui prezzo medio in Toscana è salito a 1,984 euro al litro, con punte che arrivano fino a 1,999 euro. Questo aumento è preoccupante, soprattutto considerando che solo cinque giorni fa la media era di 1,966 euro.
Le ragioni del provvedimento
Il governo ha deciso di intervenire solo sul gasolio, poiché è il carburante più utilizzato nel trasporto merci, nell’industria e nell’agricoltura. Un aumento dei prezzi del gasolio ha un effetto a cascata sui costi dei beni di consumo, contribuendo a un incremento generale del costo della vita e al rischio di inflazione. Se le tensioni internazionali non si attenueranno, saranno necessarie misure più strutturali per affrontare la crisi dei carburanti.