Due ventenni sono stati arrestati e tre minorenni sono ricercati per una serie di rapine ai danni di escort ad Arezzo. Le indagini, condotte dai Carabinieri, hanno rivelato un modus operandi violento, con le vittime minacciate da pistole e costrette a consegnare il denaro guadagnato. I due arrestati, di 20 anni, sono accusati di aver partecipato a tre episodi di rapina avvenuti nel mese di marzo, mentre i minorenni, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, avrebbero avuto un ruolo attivo nella pianificazione e nell’esecuzione dei colpi.
Dettagli delle indagini
Le forze dell’ordine hanno ricostruito la rete di azioni della banda, che si avvaleva di annunci online per individuare le escort. In un caso, la rapina ha avuto successo, con un bottino di circa mille euro, mentre in altri due tentativi qualcosa è andato storto. I Carabinieri stanno ora cercando di identificare i complici e di comprendere l’organizzazione della banda, che include anche alcuni ragazzi provenienti dalla periferia di Arezzo, tutti incensurati.
Le indagini si sono concentrate anche su armi sequestrate a casa di uno degli arrestati, tra cui quattro fucili da caccia rubati in scorrerie risalenti agli anni Novanta. Gli investigatori stanno cercando di stabilire un possibile collegamento tra questi armamenti e le rapine recenti. La pistola utilizzata per intimidire le vittime è al centro delle verifiche, con i Carabinieri che analizzano anche le immagini delle telecamere di sorveglianza e le utenze telefoniche per ricostruire i movimenti dei sospetti.
Il fenomeno delle baby gang, che ha colpito Arezzo, solleva preoccupazioni sulla sicurezza e sull’influenza della violenza tra i giovani. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare a ulteriori sviluppi, mentre la comunità attende risposte e misure efficaci per contrastare questo tipo di criminalità.