Ad agosto 2026 le tensioni internazionali sono tornate a incidere sulle bollette delle imprese. Le incertezze geopolitiche nel Golfo Persico e i timori sulla sicurezza delle rotte di approvvigionamento hanno accompagnato la ripresa dei prezzi dell’energia, dopo alcuni mesi di relativa stabilità. Negli ultimi quattro mesi l’Italia ha registrato un aumento dell’11%, quasi il doppio rispetto alla media europea, ferma al 5,8%.
A luglio l’Indice del Gas Italiano ha segnato un incremento del 12,6%, mentre il Prezzo unico nazionale dell’elettricità è salito del 12,2%. Anche il gasolio ha ripreso a crescere. L’andamento riporta il tema dei costi energetici al centro delle preoccupazioni delle micro e piccole imprese, che devono fare i conti con margini più ridotti e minori possibilità di investimento.
La richiesta di sostegni per l’autoproduzione
In questo quadro, il Senato ha approvato la fiducia posta dal Governo sul DL Infrastrutture. Il provvedimento prevede, all’articolo 13-bis, un incremento delle risorse destinate ad alcuni investimenti del PNRR, tra cui quelli per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte delle PMI.
Giuseppe Nocentini, vicepresidente di Confartigianato Imprese Arezzo, sottolinea che elettricità e gas rappresentano costi essenziali per le attività di minori dimensioni. Ogni aumento, osserva, si riflette direttamente sui margini, sulla capacità di investire e sulla competitività. L’associazione chiede che gli incentivi previsti siano costruiti tenendo conto delle esigenze concrete delle imprese, soprattutto per il potenziamento o il rinnovo degli impianti esistenti.
Confartigianato sta inoltre monitorando l’andamento dei mercati in vista della ripresa dell’attività produttiva dopo la pausa estiva. Secondo Nocentini, nei prossimi mesi potrebbero verificarsi nuove oscillazioni. L’invito rivolto alle aziende è a controllare con attenzione le bollette e le condizioni contrattuali, valutando con prudenza le offerte ricevute per telefono o via email, così da evitare modifiche poco trasparenti o possibili truffe.
Le strategie adottate dalle aziende
Tra le imprese che stanno valutando contromisure c’è la tipografia Grafiche Badiali di Francesco Fumagalli. L’azienda, caratterizzata da consumi elevati, ha registrato rincari in bolletta vicini al 40%, ma dispone dal 2012 di un impianto fotovoltaico da 70 kW, che oggi copre circa la metà del fabbisogno. È allo studio un intervento di revamping per aumentare del 30% la produzione e portare la potenza a 110 kW senza ampliare la superficie dei pannelli.
La tipografia ha investito anche nella sostituzione dei macchinari con soluzioni più efficienti, attraverso i percorsi Industria 4.0 e 5.0, e ha avviato un’attività di rendicontazione sulla sostenibilità. L’obiettivo è contenere i consumi e rendere più stabile il processo produttivo di fronte alle variazioni dei mercati.
Andrea Del Toro, di Sicurgas, riferisce di un aumento delle bollette stimato tra il 20 e il 25%. Per limitare l’impatto sui costi, l’impresa ha ridotto gli orari di accensione degli impianti e introdotto un sistema di domotica per mantenere le temperature degli uffici entro soglie prestabilite. Un ulteriore elemento di spesa è rappresentato dal carburante: la società utilizza circa 20 mezzi ogni giorno e percorre complessivamente 30.000 chilometri l’anno.
Anche C&L Verniciatura segnala un incremento dei costi mensili compreso tra il 20 e il 30%. Gianni Cincinelli considera la situazione significativa per la gestione aziendale, ma ancora distante dai picchi raggiunti durante la crisi energetica del 2022. Per le imprese resta quindi centrale il monitoraggio costante dei prezzi, in particolare in vista della ripresa produttiva di settembre.