Emergenza agricola

Riserve idriche stabili, ma i campi della Valdichiana soffrono

Il presidente regionale segnala livelli nella norma; Coldiretti denuncia irrigazione insufficiente per mais, ortaggi e vigne.

Riserve idriche stabili, ma i campi della Valdichiana soffrono

Mercoledì 5 agosto 2026 il gran caldo continua a interessare la Toscana, con temperature fino a 38 gradi e notti afose. Le condizioni resteranno critiche per tutta la settimana, mentre un possibile ricambio d’aria potrebbe arrivare soltanto intorno a Ferragosto. Nonostante le numerose ondate di calore, la disponibilità complessiva della risorsa idrica regionale è giudicata soddisfacente.

Il quadro è stato presentato dalla Direzione difesa del suolo e Protezione civile della Regione, attraverso il Settore idrologico e geologico regionale, all’Osservatorio permanente sugli utilizzi delle risorse idriche del Distretto dell’Appennino. Secondo l’analisi, le temperature superiori alle medie registrate negli ultimi mesi non hanno finora prodotto effetti significativi sulla disponibilità d’acqua. Il presidente della Regione Eugenio Giani e il sottosegretario Dika hanno comunque invitato a evitare sprechi e a mantenere alta l’attenzione.

Montedoglio e falde nella norma

I dati idrometrici mostrano portate dei corsi d’acqua senza particolari peggioramenti rispetto ai mesi precedenti, con valori mediamente elevati in parte del bacino dell’Arno. Una situazione analoga riguarda gli invasi e le acque sotterranee. In particolare, l’invaso di Montedoglio presenta livelli in linea con quelli dello scorso anno, mentre le falde hanno una disponibilità considerata nella norma e generalmente superiore a quella delle precedenti annate siccitose. Le aree più sensibili riguardano localmente alcune zone dell’Alto Valdarno.

Il quadro regionale non esclude però le difficoltà nelle campagne della provincia di Arezzo. Secondo Roberto Marchesini, responsabile dell’area tecnica economica di Coldiretti, circa l’80% della Valdichiana non è servito dalla diga di Montedoglio. I distretti irrigui raggiungono alcune aree, tra cui Arezzo-Valdarno verso La Chiassa, Castiglion Fiorentino, Alberoro, Montagnonano e Foiano, ma la copertura resta limitata rispetto alla superficie agricola e alle esigenze delle aziende. La Regione, riferisce Coldiretti, si è impegnata ad ampliare i distretti per estendere il servizio a una porzione più ampia del territorio.

Mais, ortaggi e vigneti sotto stress

Le colture più esposte sono il mais e le produzioni orticole. L’acqua disponibile non riesce sempre a compensare l’evaporazione, con conseguenze sullo stato di maturazione. Le alte temperature limitano inoltre il lavoro nei campi, possibile soprattutto nelle prime ore del mattino nelle giornate più calde.

Anche la viticoltura risente del clima. Il caldo sta anticipando la raccolta: lo Chardonnay potrebbe essere vendemmiato prima di Ferragosto, seguito dal Pinot nero. La maggiore concentrazione di zuccheri potrebbe portare a vini più alcolici, a una riduzione della produzione finale e a un calo del contenuto complessivo. Gli operatori auspicano qualche acquazzone per alleviare la crisi idrica e posticipare almeno a fine agosto la raccolta delle uve a bacca nera, tra cui Sangiovese e Syrah. Tra gli effetti favorevoli delle temperature elevate viene segnalata invece la riduzione dei trattamenti contro i parassiti.