Tre uomini di età compresa tra 38 e 45 anni, originari dell’Albania, sono stati arrestati dai carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su cinque furti commessi tra Arezzo e la provincia. I destinatari della misura cautelare in carcere sono ritenuti, allo stato degli atti, coinvolti nei raid ai danni di aziende orafe e di un’impresa specializzata nella verniciatura di mobili. Il valore complessivo dei materiali sottratti è stato stimato in circa 130mila euro.
Il provvedimento è stato eseguito dai militari del comando provinciale di Arezzo con il supporto dei colleghi di Milano e Fermo. L’attività investigativa è stata condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Arezzo tra novembre 2025 e settembre 2026. Al centro della ricostruzione c’è un’autorimessa di Trezzano sul Naviglio, nell’hinterland milanese, ritenuta dagli investigatori la base logistica del gruppo.
La base logistica e le modalità dei colpi
Secondo l’ipotesi accusatoria, il garage non sarebbe servito soltanto per custodire le automobili. L’autorimessa sarebbe stata utilizzata per preparare le trasferte notturne, conservare gli strumenti da effrazione e nascondere parte della refurtiva. Per gli spostamenti sarebbero state impiegate auto di grossa cilindrata con targhe clonate, mentre altre vetture, considerate dagli inquirenti non riconducibili alle attività del gruppo, sarebbero state usate per i tragitti ordinari.
Gli obiettivi erano soprattutto imprese attive nella lavorazione dell’oro e di altri metalli preziosi, ma tra i bersagli figura anche una ditta estranea al comparto orafo. Le incursioni sarebbero state realizzate con tecniche diverse: porte forzate, casseforti scassinate e aperture praticate direttamente nelle pareti degli stabilimenti. In alcuni casi, i presunti autori avrebbero inoltre disattivato i sensori degli allarmi e gli impianti di videosorveglianza per ostacolare l’intervento e rendere più difficile l’identificazione.
I cinque episodi ricostruiti dagli investigatori
La sequenza degli episodi parte da Arezzo, con un furto ai danni di un’azienda orafa nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2025. La seconda fase si concentra nel febbraio successivo. Tra il 21 e il 22 febbraio sarebbero state colpite altre due imprese che lavorano metalli preziosi e una ditta di verniciatura di mobili a Civitella in Val di Chiana. Il 23 febbraio, infine, sarebbe stata presa di mira un’altra azienda orafa del territorio aretino.
Nel bottino, secondo quanto ricostruito, figurano oro, argento, bronzo, ottone e materiale tecnologico. L’indagine si è concentrata sui collegamenti tra i cinque episodi, sulle modalità operative e sul ruolo dell’autorimessa lombarda come punto di appoggio per le trasferte. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province interessate con il concorso dei diversi reparti dell’Arma.
I tre uomini si trovano ora in carcere in esecuzione della misura disposta nell’ambito del procedimento. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso dell’iter giudiziario: per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.