La giunta regionale Toscana ha dato il via libera all’accordo di programma con il Comune di Cavriglia per l’erogazione di un contributo straordinario da 6,8 milioni di euro. Le risorse serviranno a completare il progetto di rigenerazione urbana e di recupero della parte sommitale di Castelnuovo d’Avane, conosciuto anche come Castelnuovo dei Sabbioni, già sostenuto con 20 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’intesa formalizza il finanziamento approvato dalla Regione con la variazione di bilancio dello scorso luglio. Il contributo sarà distribuito in tre anni: 2 milioni nel 2026, 3,8 milioni nel 2027 e 1 milione nel 2028. L’obiettivo è portare a compimento gli interventi previsti per restituire funzioni, servizi e residenti all’antico insediamento del territorio di Cavriglia.
Un progetto tra memoria e ripopolamento
Castelnuovo d’Avane era un centro importante e popolato fino alla Seconda guerra mondiale. Nel luglio del 1944 il paese fu teatro di un eccidio nazista nel quale morirono 73 persone. In seguito, il borgo e le aree circostanti furono espropriati da Enel per consentire lo sfruttamento delle miniere di lignite. Dopo la chiusura delle attività estrattive, avvenuta nel 1994, l’area è tornata nella disponibilità del Comune, che punta ora a favorirne la rinascita.
La Toscana aveva individuato Castelnuovo d’Avane nell’ambito di un bando regionale al quale avevano partecipato 46 piccoli centri. Il progetto finanziato dal PNRR prevede nuove attività commerciali, appartamenti a canone calmierato, strutture ricettive, percorsi di formazione professionale, interventi di social housing destinati alle persone anziane e il rilancio del museo delle miniere.
Le opere finanziate
Le risorse aggiuntive della Regione saranno impiegate per completare le opere di urbanizzazione e la viabilità interna, realizzare percorsi pedonali e aree comuni e recuperare la terrazza panoramica affacciata sul paese e sul lago. Il programma comprende inoltre spazi e servizi destinati a giovani e anziani, con l’obiettivo di trasformare l’area non soltanto in un luogo della memoria, ma in un insediamento nuovamente abitato.
Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha definito l’intervento un possibile esempio nazionale di riqualificazione e ripopolamento. Secondo Giani, le nuove risorse consentiranno di completare quanto già coperto dai finanziamenti nazionali e di realizzare abitazioni, servizi, attività e strutture formative. L’assessore regionale Filippo Boni ha sottolineato il valore storico e sociale dell’iniziativa, descrivendo la rinascita del borgo come una responsabilità verso la memoria e il futuro della comunità.