Servizi sanitari

Il Pd di Cortona contesta i tagli alla Fratta

Il partito chiede garanzie sul trasferimento dell’ultimo specialista verso Nottola e sulla programmazione dell’area.

Il Pd di Cortona contesta i tagli alla Fratta

Il Partito Democratico di Cortona interviene sul futuro dell’ospedale Santa Margherita della Fratta e contesta le scelte organizzative dell’Azienda sanitaria. Al centro della presa di posizione c’è il possibile trasferimento a Nottola dell’ultimo medico chirurgo attualmente in servizio nella struttura.

Secondo quanto riferito dal Pd locale, se l’informazione sarà confermata, il trasferimento dovrebbe avvenire nella serata del 16 settembre 2026. L’uscita del professionista, sostiene il partito, lascerebbe senza medici la Chirurgia dell’ospedale della Valdichiana Aretina.

Il timore per l’attività chirurgica

Per il Pd di Cortona si tratterebbe di un ulteriore ridimensionamento dell’offerta sanitaria. In poco tempo, afferma la nota, si passerebbe da un’Unità Operativa Complessa di Chirurgia a una situazione di sostanziale sospensione dell’attività chirurgica, determinata dalla mancanza di personale medico.

La formazione politica sostiene di denunciare da tempo una progressiva perdita di servizi, personale e prospettive per l’ospedale Santa Margherita della Fratta. La contestazione riguarda anche il fatto che, secondo il Pd, le carenze di organico e le difficoltà organizzative finirebbero per gravare soprattutto sulla struttura di riferimento della Valdichiana Aretina.

La richiesta ad Asl e Regione

Il Pd di Cortona si dichiara contrario alle scelte attribuite all’azienda sanitaria e chiede che venga chiarito il disegno complessivo per il presidio. La preoccupazione espressa è che l’ospedale venga progressivamente depotenziato senza informazioni adeguate ai cittadini del territorio.

La richiesta è rivolta alla Asl Toscana Sud Est e alla Regione Toscana. Il partito sollecita risposte sul futuro della Chirurgia della Fratta e sulla programmazione dei servizi dell’ospedale della Valdichiana Aretina, annunciando l’intenzione di mobilitarsi nelle sedi ritenute opportune per chiedere il ripristino della piena funzionalità della struttura e la tutela del diritto alla salute.