Il 12 agosto 2026, al tramonto, la Toscana sarà interessata da un’eclissi parziale di Sole con un oscuramento superiore al 90%. Il fenomeno sarà visibile anche in Valdarno e potrà essere osservato da alcuni punti panoramici del Pratomagno, dove l’altitudine e l’ampiezza del campo visivo possono favorire l’osservazione.
L’appuntamento astronomico, tuttavia, richiede particolare prudenza. Guardare il Sole direttamente, anche durante un’eclissi, può provocare danni gravi e permanenti alla retina. A spiegare i rischi e le modalità corrette per seguire il fenomeno è il dottor Luca Crociani, oculista valdarnese.
I rischi per la retina
Il Sole si trova a circa 150 milioni di chilometri dalla Terra e la sua radiazione comprende, oltre alla luce visibile e ai raggi ultravioletti, anche una componente infrarossa che trasporta calore. L’energia può concentrarsi sulla retina e causare lesioni, in modo simile a quanto avviene quando una lente d’ingrandimento focalizza la luce su un foglio fino a bruciarlo.
Il pericolo aumenta se si utilizzano binocoli, telescopi o altri strumenti ottici, perché amplificano la radiazione diretta verso l’occhio. Un’esposizione prolungata può provocare una bruciatura della retina centrale e la formazione di una cicatrice. Le conseguenze possono includere una macchia nera nella visione, una zona grigia o un’alterata percezione dei colori. Il danno può interessare entrambi gli occhi.
Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini, più esposti perché hanno un cristallino trasparente, una pupilla più grande e una minore consapevolezza del rischio. Gli adulti dovrebbero quindi verificare che non fissino il Sole senza protezioni adeguate.
Le modalità di osservazione sicura
Un metodo privo di esposizione diretta consiste nell’osservazione indiretta, ottenuta praticando un piccolo foro su un foglio e guardando l’immagine del Sole proiettata su una superficie. La tecnica, utilizzata fin dall’antichità, consente di seguire il passaggio dell’eclissi senza rivolgere lo sguardo verso la sorgente luminosa.
Per chi desidera osservare direttamente il fenomeno sono necessari occhiali specifici certificati CE, progettati per l’osservazione solare. Non sono invece adatti i normali occhiali da sole, le lastre radiografiche e le pellicole fotografiche: nessuno di questi strumenti garantisce una protezione sufficiente della retina.
Il medico mette in guardia anche dall’uso improprio degli schermi per saldatori. Il livello di protezione è indicato dalla scala DIN e, secondo le indicazioni riportate, sotto il valore 14 DIN non è garantita una tutela adeguata durante un’eclissi. Anche gli schermi con valori superiori devono essere utilizzati con cautela e solo se idonei allo scopo.
L’eclissi potrà dunque essere osservata in sicurezza soltanto evitando lo sguardo diretto e ricorrendo a dispositivi certificati oppure alla proiezione indiretta. La spettacolarità del fenomeno non deve far dimenticare che la radiazione solare può causare danni permanenti alla vista, anche in pochi istanti di esposizione non protetta.